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Calcio

Rebus Leao e dilemma Amorim

C’era un tempo in cui l’estate profumava di giornali appena stampati, si aspettava l’alba per leggere il colpo di mercato e sognare un campione con la propria maglia

C'è Amorim, c'è il raduno, non c'è il Milan

Statistiche

Un tempo bastava un dribbling per far esplodere uno stadio. Oggi servono expected goals, mappe di calore e passaggi progressivi. Le statistiche aiutano a leggere il calcio, ma non a sentirlo. Maradona, Baggio e Zidane non avevano bisogno di un algoritmo per dimostrare la loro grandezza, bastava il silenzio di uno stadio prima dell’applauso. I numeri spiegano il gioco ma non colorano l’anima.

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Calciomercato

C’era un tempo in cui l’estate profumava di giornali appena stampati, si aspettava l’alba per leggere il colpo di mercato e sognare un campione con la propria maglia. Oggi sappiamo tutto in tempo reale, tra milioni, insider e notifiche. Eppure, mentre crescono a dismisura le cifre, sembrano sparire i fuoriclasse. Abbiamo perso l’attesa. E, forse, anche un po’ di quella meraviglia.

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Il portoghese

Rafael Leao è il classico talento che vive di promesse. Ogni estate dovrebbe essere quella della consacrazione, ogni primavera rimane quella dei rimpianti. Turchia o no, forse è arrivato il momento di separarsi perché le occasioni sono strafinite. Ora tocca ad Amorim decidere se rilanciarlo o voltare pagina e nel calcio la pazienza ha una data di scadenza.

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