Neanche il tempo di fare i bilanci della finestra del calciomercato estivo ed il mondo del calcio tricolore viene sconvolto da un fulmine a ciel sereno. Dopo le tante voci che si erano inseguite negli ultimi giorni, arrivano le prime conferme: non c’è l’accordo tra l’Inter e Piero Ausilio per il rinnovo del contratto che lo lega con il club meneghino. Lo storico uomo mercato che ha legato il suo nome alla società nerazzurra dal lontano 1997 sarà libero di scegliere una nuova casa dall’anno prossimo. Il lunghissimo matrimonio con l’Inter avrà l’effetto di sciogliere una delle coppie più efficaci sul mercato della Serie A, quella che lo lega al presidente Giuseppe Marotta. Un vero e proprio terremoto che potrebbe causare ulteriori smottamenti all’interno del club campione d’Italia.
L’addio dopo 29 anni
Legami così lunghi sono davvero insoliti nel turbolento mondo del calcio italiano, tanto da far sospettare a molti che Piero Ausilio sarebbe diventato una bandiera dell’Inter, anche se lontano dal campo di gioco. Un rapporto apparentemente indissolubile, sopravvissuto a ben quattro diverse gestioni da quando, nel lontano 1997, Massimo Moratti chiese ad Ausilio di fare il segretario del settore giovanile. Un contratto a termine di solo sei mesi di contratto, un piccolo rischio che si è trasformato in un’esperienza lunga trent’anni. In una recente intervista, il dirigente nerazzurro sembra parlare del suo rapporto con la Beneamata con una certa nostalgia. “L’Inter è stata una grande scuola, ho provato tutto. Comprese quattro proprietà profondamente diverse, perfino per nazionalità: la solidità e la competenza assoluta di Moratti, le difficoltà dell’era Thohir, le incertezze iniziali con Suning cancellate dall’arrivo di Steven Zhang. E Oaktree, adesso. Non mi pare che mi manchino le esperienze, anche se le ho vissute tutte all’Inter”.
Cosa può incrinare un sodalizio di così lungo corso? Come succede sempre più spesso nel mondo del calcio, il vil denaro. Il contratto che lega Ausilio all’Inter scade nel 2027 e prevede uno stipendio di 1,3 milioni di euro netti più eventuali bonus, cifra non disprezzabile ma non in linea con gli emolumenti di altri club di punta. Il fondo Oaktree, proprietario dell’Inter, ha proposto l’allungamento del rapporto fino al 2028 per allinearsi con la scadenza dei contratti con gli altri membri dello staff tecnico. L’adeguamento dello stipendio di soli centomila euro, però, è stato considerato “offensivo” da Ausilio, che si aspettava più anni di contratto ed un aumento ben superiore. I dirigenti del fondo americano sono risultati irremovibili, giungendo quindi ad una rottura che ha lasciato di stucco molti a Viale della Liberazione. Lo strappo meno probabile nel calcio italiano si sarebbe consumato e le possibilità di ricucirlo sono ridotte. Ausilio non sembra avere proposte concrete sul tavolo ma, considerata la sua esperienza, molti club si faranno avanti per ingaggiarlo.
I cinque migliori colpi di Ausilio
Considerato come il presidente nerazzurro avesse annunciato nel 2024 l’intenzione di non rinnovare il contratto con l’Inter, in scadenza nel 2027 per occuparsi di calcio giovanile, dall’anno prossimo i nerazzurri dovrebbero rivoluzionare l’intera dirigenza. Da quando il presidente è arrivato dalla Juventus nel 2018, la coppia Marotta-Ausilio è stata protagonista di tanti colpi di mercato. Il direttore sportivo, però, si era fatto notare ancora prima come talent scout: nel gennaio 2013, ad esempio, era stato lui a consigliare l’acquisto di Mateo Kovacic, talento croato promettente ma un po’ acerbo. I quindici milioni spesi per farlo arrivare alla Pinetina sarebbero più che raddoppiati due anni e mezzo dopo, quando passò al Real Madrid. Due anni dopo, ecco l’ennesima scommessa riuscita, sempre nei Balcani: l’arrivo di Marcelo Brozovic all’Inter lasciò molti osservatori basiti, visto che il talento della Dinamo Zagabria non era nel radar di molte grandi. Negli otto anni passati all’ombra della Madonnina, il regista croato convinse tutti, diventando uno dei centrocampisti più forti d’Europa.
Il capolavoro di Ausilio fu uno dei colpi più controversi della sua carriera: quando nell’estate del 2018 si recò ad Avellaneda per strappare un giovane talento al Racing, pagandolo la bellezza di 25 milioni di euro, molti tifosi guardarono al nuovo arrivato con sospetto. Il ventunenne aveva imparato molto da Diego Milito ed era un obiettivo dichiarato dell’Atlético Madrid di Diego Simeone. Ausilio fu più rapido e riuscì a portarlo all’Inter, beffando i Colchoneros. Lautaro Martinez è sicuramente stato l’acquisto migliore della carriera di Piero Ausilio, che però si è ripetuto anche negli ultimi anni con alcune operazioni sopra le righe. Quando, nel 2023, si recò dai danesi dell’Aarhus per comprare un difensore classe 2000 per sette milioni di euro, molti non avrebbero scommesso un solo centesimo sul successo a Milano di Yann Bisseck. La crescita esponenziale degli ultimi anni del tedesco potrebbe rivelarsi una delle plusvalenze più sostanziose della carriera di Ausilio. Cosa dire, poi, dell’operazione che portò nella stessa estate un figlio d’arte che era appena stato scaricato senza troppi complimenti dal Borussia Mönchengladbach? Il ds nerazzurro si mosse in fretta, battendo sul tempo il Milan, portando alla Pinetina Marcus Thuram, l’altra metà della ThuLa.
