La Juventus butta via una clamorosa occasione per avvicinare in maniera sensibile la qualificazione alla prossima Champions. In casa, contro il Verona già retrocesso, i bianconeri non trovano di meglio che farsi fermare sull'1-1, raggiunto peraltro in rimonta grazie a una punizione di Vlahovic, arrivato dalla panchina e di nuovo in gol 179 giorni dopo l'ultima gioia personale datata 4 novembre contro lo Sporting. Risultato: come già accaduto più volte in stagione un esempio per tutti, il pareggio casalingo contro il Lecce a inizio gennaio la Signora spreca il non sprecabile e getta alle ortiche anche la possibilità di affiancare il Milan al terzo posto in classifica. In attesa dell'impegno odierno della Roma, vale allora la pena ricordare che gli ultimi tre impegni dei bianconeri saranno contro Lecce, Fiorentina e Torino: non certo un calendario impossibile, ma ormai è chiaro a tutti che da questa Juventus è impossibile ricavare certezze.
La gara avrebbe dovuto e potuto prendere subito la piega desiderata, dal momento che il Verona non aveva nulla da chiedere al campionato se non una giustissima prova d'orgoglio. Per di più, a Torino contro la Juve gli scaligeri avevano prima di ieri raccolto solo cinque pareggi in 35 partite: immaginarsi quasi una vendemmiata di gol bianconeri non pareva nemmeno impresa ardua. Invece, come non detto: Montipò che avrebbe poi avuto sulla coscienza l'errore sulla punizione vincente di Vlahovic si esaltava più volte sui tentativi dei padroni di casa, spinti da Conceiçao ma con Yildiz ancora non al meglio e con il solito David incapace di mettere peso in mezzo all'era di rigore. La traversa di Bremer e una successiva occasione sempre per il brasiliano illudevano il pubblico dello Stadium, poi gelato dalla rete di Bowie su un errore clamoroso dello stesso numero tre. Il tempo per ribaltare la situazione non sarebbe certo mancato, ma la squadra di Spalletti ricadeva in vecchi errori: giro palla lento e poca freddezza negli ultimi metri.
Vlahovic pareggiava, Montipò si rimetteva i panni di Superman (specie su Conceiçao, due volte) e il palo finale di Zhegrova non serviva ad altro se non ad aumentare i rimpianti. Bravo il Verona, ma Juve dietro la lavagna. Ancora una volta.