Capo della Chiesa tedesca "Abusi pedofili dei preti nascosti per molti anni"

Monsignor Zollitsch, guida dei vescovi tedeschi, ammette in un'intervista a Focus: "Per anni le violenze dei minori sono state nascoste. Ma ora seguiamo un corso opposto". E accusa: "Segreti nell'intera società". Der Spiegel: "Ratzinger sapeva"

Capo della Chiesa tedesca 
"Abusi pedofili dei preti 
nascosti per molti anni"

Berlino - Il presidente della Conferenza episcopale tedesca, l'arcivescovo di Friburgo Robert Zollitsch, ha ammesso per la prima volta che la Chiesa cattolica tedesca ha nascosto "per anni" i casi di abusi sessuali commessi da religiosi nei confronti di minori. Zollitsch lo ha detto in un'intervista al settimanale Focus. "Sì, questo è successo - ha ammesso monsignor Zollitsch riferendosi agli episodi di abusi poi nascosti -. Da anni, tuttavia, seguiamo un corso opposto". La Chiesa, ha comunque aggiunto, non è stata la sola a comportarsi in questo modo. Secondo l'arcivescovo, infatti, gli abusi sessuali su minori "sono stati tenuti segreti nell'intera società per decenni".

Der Spiegel: "Ratzinger sapeva" Il settimanale tedesco Der Spiegel cita l'esistenza di documenti e fornisce dettagli sul caso del prete pedofilo che Papa Joseph Ratzinger, quando era arcivescovo, aveva accettato di far curare nella propria diocesi di Monaco di Baviera nel 1980, ma che poi era stato impiegato pericolosamente in attività pastorali di nuovo a contatto con minori per dichiarata colpa del suo vicario Gerhard Gruber. In un sottotitolo della sua edizione cartacea oggi in edicola, il settimanale sostiene che "proprio il Papa, da arcivescovo di Monaco, non prese sul serio il problema di un violentatore di bambini".

Il caso H Nell'articolo si forniscono dettagli che integrano un'esposizione della vicenda fatta quasi dieci giorni fa da due comunicati dell'arcivescovado di Monaco e Frisinga in cui si annunciava l'ammissione dell'errore e la sospensione del sacerdote (lo Spiegel lo chiama ancora solo "Peter H.", lettera che la stampa americana ha esplicitato in "Hullermann"). Il settimanale fra l'altro scrive che "nemmeno due settimane dopo" l'accoglienza a Monaco concessa su preghiera del vescovado di Essen, Peter H. "era già attivo come curatore d'anime", nonostante avesse alle spalle "almeno" quattro sospetti casi di abusi pedofili, circostanza "chiaramente riscontrabile" nella lettera di raccomandazione (l'arcivescovado aveva sostenuto solo che "si deve presumere" che all'epoca fosse noto). "Ratzinger non ne avrebbe saputo nulla", scrive lo Spiegel sintetizzando la posizione espressa dall'arcivescovado il 12 marzo scorso: "al suo segretariato però giunse una nota del suo vicario generale Gerhard Gruber sull'impiego del cappellano nella comunità di San Giovanni evangelista. Ratzinger non ha visto la nota?". Nel constatare che né "Ratzinger, figlio di un poliziotto", "né il suo arcivescovado informarono le autorità statali" del caso, lo Spiegel fra l'altro sostiene che i tre successivi trasferimenti del sacerdote - tra cui quello a Grafing, nei pressi di Monaco, dove poi il religioso nel 1986 fu condannato per abusi su "diversi scolari" - avvennero senza che la pericolosità del pedofilo venisse segnalata.

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