«Caro Papà, certe frasi meglio “accarezzarle”»

«Caro Papà, certe frasi meglio “accarezzarle”»

Incontro (casuale) con Edoardo Garrone, figlio di Duccio davanti allo Star Hotel, mentre viene presentato il nuovo dg Gasparin avvolto da sciarpa blucerchiata. Sorridente, disponibile, Edoardo (immancabile il suo fumante sigaro) si concede a qualche riflessione del tutto amichevole.
Prima di sapere che il Procuratore Federale ha deferito alla Commissione Disciplinare il padre Riccardo Garrone «per avere espresso giudizi tesi a negare la regolarità del campionato a causa dell’operato degli arbitri, esprimendo pubblicamente giudizi lesivi della reputazione di persone e di organismi operanti nell’ambito federale (...) e giudizi lesivi della reputazione di persone e di organismi operanti nell’ambito federale, in particolare del socio di riferimento della società Genoa e di tesserati della Società medesima».

Ormai siete voi, lei e papà a condurre la bella avventura blucerchiata.
«Insomma: vogliamo andare avanti per il meglio. Anche se io sono un po’ fuori...»
Come? Dicono che sarà lei il futuro «conducator» della società.
«Io sono lassù nella holding (ride di gusto ndr)».
Avrete ora grosse responsabilità, più di prima.
«Le responsabilità non sono mai mancate. Sa, mio padre aveva dato piena anzi pienissima carta bianca a Marotta: ora, in breve tempo, dovevamo trovare una soluzione importante. Abbiamo così scelto Gasparin per la parte più gestionale, organizzativa, e Tosi uomo più di campo e di mercato».
Gli obiettivi sono alti...
«Mio padre, sa, vede le situazioni, quando dà piena fiducia ne vorrebbe essere ricambiato. Basta un niente per farlo irritare e prendere rapide decisioni».
Si riferisce a Marotta?
«Un po’ tutto all’insieme. E poi, si lascia andare a certe uscite...»
Lei non l’avrebbe fatta?
«Mio padre non è molto spiritoso, quando fa le battute, ma a volte non riesce ad accarezzarle... Io avrei usato altro tono, altre metafore. Comunque è fatto così».
Ma sa caro Edoardo, noi settantenni, abbiamo queste reazioni, pensiamo che ad una certa età quel che si pensa bisogna dirlo...
«Lo so, m in questa città dove la rivalità è accesa, bisogna portare lo sfottò sul livelli più accettabili... Più popolari, da bar, insomma... Io con i miei amici sfotto molto, ma allegramente...».

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