Centotrenta cuochi celebrano le cucine d’Italia e del mondo

Certo, si è più invogliati a regalare o a regalarsi bei libri in vista di Natale, ma se fatti bene hanno un valore che va oltre l’oggetto strenna. Senza scordarsi che internet è di sicuro il futuro, ma leggere uno schermo non è come leggere una pagina cartacea, con quel sottile, raffinato piacere tattile di toccare e sfogliare, anche annusare la carta.
Due pubblicazioni dal formato importante ci possono accompagnare a lungo. La prima riunisce diciotto figure della ristorazione tricolore sotto il titolo Cucina d’autore, «i grandi chef italiani interpretano la cucina regionale», il tutto a cura di Enzo Vizzari, le foto scattate da Michele Bella e le ricette raccolte da Alessandra Meldolesi per la Mondadori. Purtroppo è un viaggio, per quanto goloso e importante, tra piatti della tradizione e piatti più contemporanei, parziale, una testa pensante e cucinante per regione, quindi 17 regioni. Mancano Val d’Aosta, Basilicata e Molise. Ecco Gaetano Alia in Calabria, Marco Bistarelli in Umbria, Massimo Bottura in Emilia Romagna, Massimo Camia in Piemonte, Pino Cuttaia in Sicilia, Gennaro Esposito in Campania, Paolo e Barbara Masieri in Liguria, Norbert Niederkofler in (Trentino)-Alto Adige, Davide Oldani in Lombardia, Giancarlo Perbellini in Veneto, Fabio Picchi in Toscana, Luigi Pomata in Sardegna, Lucio Pompili nelle Marche, Franco Ricatti in Puglia, Niko Romito in Abruzzo, Emanuele Scarello in Friuli-Venezia Giulia e Salvatore Tassa in Lazio.
In attesa della versione in italiano, Coco, per Phaidon, va invece cercato nel sito addall.com. È l’antologia di 100 grandi chef sparsi per il pianeta, scelti da «10 world-leading masters» ovvero Adrià, Batali, Bennett, Ducasse, Henderson, Murata, Ramsay, Redzepi, Waters e Yu. Nessuno di loro è italiano e nei 100 sono italiani in Italia in tre: Crippa, Lopriore e Oldani. Un po’ poco per un paese che si loda molto (e sbrodola ancora di più).

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