Una sbandata, un sasso (avevamo scritto scherzosamente che solo un meteorite poteva fermarlo... ndc) che ti finisce sotto la ruota e ti fa perdere il controllo della bicicletta, e in un attimo ti trovi disarcionato per terra, con una spalla dolente (si sospetta la frattura della clavicola) e tutti i tuoi sogni di gloria vanno in un amen in frantumi, ridotti a schegge come un bel servizio di porcellana della nonna andato in mille pezzi.
Fine Vuelta per Tadej Pogaar, fine del sogno di ottenere la “tripla corona” (la Vuelta da aggiungere a Tour e Giro), fine del sogno di vincere per il terzo anno consecutivo il mondiale, il secondo europeo e il sesto Lombardia. Fine, almeno per quest’anno. Per Tadej Pogaar arriva lo tsunami perfetto, che spazza via tutto in un sol colpo. Un brutto colpo. Non ha riguardi per nessuno, la sfortuna: la “Signora dai denti verdi” mette fuori gioco il ciclista più forte al mondo e lo riduce a comparsa.
Tadej va fuori da una Vuelta fin qui stradominata, con tre vittorie di tappa e una maglia rossa saldamente sulle sue spalle: colpa di una caduta, a poco più di trenta chilometri dal traguardo. Spalla malconcia e ferite al volto, l’iridato lascia la corsa in ambulanza: anche questa per lo sloveno numero 1 al mondo è una prima volta, visto che in nove Grandi Giri non era mai sceso dal podio, e questa volta invece è costretto a tornarsene a casa con le ossa rotte, e non è chiaramente un modo di dire. L’ultimo ritiro forzato risale alla Liegi del 2023, quando lo sloveno fu costretto a salire in ammiraglia con un polso rotto. Ieri succede tutto nel finale di una tappa per velocisti. Il gruppo è compatto, il campione del mondo forse un sasso e finisce rovinosamente per terra dopo aver carambolato con altri corridori. Con la maglia rossa ridotta in brandelli e un taglio in fronte, Pogaar prova a rialzarsi, ma resta piegato dal dolore e, circondato dai compagni di squadra, scuote la testa: è la resa. Il bollettino medico è spietato: «Commozione cerebrale, una frattura scomposta della clavicola sinistra, una frattura cervicale C7 stabile e multiple abrasioni. Fortunatamente, non ci sono altre lesioni gravi né conseguenze neurologiche» ha dichiarato il Dott. Rotunno (UAE Team Emirates).«Inizialmente Tadej voleva continuare, ma poi abbiamo deciso che non poteva proseguire», racconta Matxin, il tecnico dello sloveno. Ora la Vuelta degli umani con al comando lo spagnolo Enric Mas, (che ieri dopo la gara si è rifiutato, per rispetto di Pogaar, di vestirla, ndr) con 1′11″ sull’austriaco Gall.
