Una medaglia per tutte e per tutti. Una maglia per sei, dopo essersi fatti in tre, visto che la staffetta mista ha visto impegnati tre ragazzi e tre ragazze. È stato un trionfo di squadra, il primo della storia in questa specialità nata solo nel 2019 (dopo un argento, due bronzi e due titoli europei, ndr), il primo anche di questo mondiale canadese che ci aveva riservato fin qui due argenti con Ganna (professionisti) e Nicolas Milesi (Under 23). Peccato per il quarto posto della Longo Borghini, che ha sfiorato il bronzo per soli 5′, ma ieri si è ripresa tutto con gli interessi, trascinando Vittoria Guazzini e Monica Trinca Colonel al trionfo, dopo aver ricevuto il testimone da Filippo Ganna, Mattia Cattaneo e Matteo Sobrero, che avevano portato al comando gli azzurri già a metà gara.
Hanno completato il podio Francia e Svizzera, staccate rispettivamente di 8 e 19 secondi. Gli elvetici, ad onor del vero, hanno pagato un problema meccanico che ha messo KO Küng nei primi km e che ha costretto Bissegger e Schmid a correre sostanzialmente in solitaria. «Una vittoria bellissima nella quale credevo da giorni» ha spiegato raggiante il Ct Marco Villa. «Due anni fa il presidente Dagnoni mi aveva chiesto di provare a vincere il Team Relay e finalmente,. dopo averci girato intorno più volte, ci siamo riusciti». Gli fanno eco sia Ganna che Longo Borghini. «Era da inizio stagione che ci pensavamo - ha commentato Pippo -, abbiamo inseguito a lungo questa maglia e abbiamo costruito un gruppo vincente».
«È la prima maglia iridata della mia vita e devo dire la verità: mi dà un po’ brividi», ha ammesso Elisa, che è diventata la ciclista italiana con più gare ai mondiali di sempre, 27 (14 linea, 8 crono e 5 mista). «Abbiamo dimostrato di essere i più forti». Un titolo che per molti può apparire di secondo piano, ma questo tipo di specialità è la classica cartina di tornasole di un movimento, sia maschile che femminile, e ci dice una cosa: non siamo messi poi così male.
