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Ciclismo

L’eroica in bici, una corsa dell’altro mondo

Sabato e domenica la ciclostorica nata nel 1997 a Gaiole in Chianti per un’intuizione di Giancarlo Brocci festeggia la XXIX edizione. Ed è una festa grande. Sono circa 9.000 gli iscritti arrivati da tutta Italia e da numerosi Paesi del mondo

Eroica

L’eroica, la corsa con bici d’epoca sulle strade sterrate di Gaiole in Chianti, è una corsa dell’ altro mondo. Un mondo a parte dove la bici torna ad essere poesia pura, romanzo, oggetto del desiderio e di un racconto infinito uscito dalle penne di grandi scrittori. Non solo un mezzo meccanico, ma il mezzo per raccontare una grande storia di attese e di speranze, di cultura e tradizione. Di passione e di amicizie trovate e ritrovate. Con Eroica tutto rivive. Un ciclismo da pionieri con lo spirito lieve che serve in questi casi. Più rilassato , più godereccio dove ci si ferma, si chiacchiera e si mangia davvero: torte fatte in casa, salumi, minestra di pane, zuppa di ceci e zabaione col vin santo. Facile fermarsi, difficile ripartire. Ma si fa. Tutto si fa. Sabato e domenica la ciclostorica nata nel 1997 a Gaiole in Chianti per un’intuizione di Giancarlo Brocci festeggia la XXIX edizione. Ed è una festa grande. Sono circa 9.000 gli iscritti arrivati da tutta Italia e da numerosi Paesi del mondo: dalla Germania, dalla Svizzera, dal Regno Unito, dagli Stati Uniti, dall’Austria, dalla Francia, dai Paesi Bassi, dalla Polonia, dal Belgio e dalla Spagna. Una geografia che racconta bene la dimensione raggiunta da Eroica: un evento nato in un piccolo paese del Chianti e diventato, nel tempo, un appuntamento internazionale, senza perdere il rapporto con il territorio nel quale è nato. «La formula prevede cinque percorsi distribuiti nei due giorni. Sabato saranno protagonisti i due percorsi più lunghi, mentre domenica si pedalerà sulle altre distanze. Il percorso più impegnativo arriva a 210 chilometri e attraversa una parte importante di Terra Eroica. Ma, al di là delle distanze e dei percorsi, ciò che accomuna tutti sono le strade bianche, i paesi, il paesaggio e le maglie di lana», spiega Brocci.

Lingue vicine e lontane perchè L’Eroica vale un viaggio fino a Gaiole nel cuore del Chianti terra magica già di suo che il ciclismo, questo ciclismo, ha reso magica per sempre. Teste e idee differenti, novemila anime che , sempre per magia, qui s’incontrano, si trovano e si ritrovano e fanno un respiro solo, una sola meravigliosa idea che mette insieme tante cose, molte nobili, che la fatica incolla e la passione conserva. Storia di una contaminazione ciclistica che ormai va oltre il pedalare, che mette in contatto, mescola cose e persone, ognuna capace di portare qualcosa, tanto o poco tutto serve. Si contamina nell’arte, nell’architettura, nella chimica, nella conoscenza e dallo scambio nasce sempre qualcosa di nuovo, quasi sempre migliore. Così questa sfida che sembra fuoritempo è diventata un’ avventura che va la di là di una bici, dei tanti o pochi chilometri, dal pedalare una salita senza mettere un piede a terra oppure arrancare spingendo. Eroica è un abbraccio anche tra chi non si conosce e si incontra per la prima volta. Ed è come se ci si conoscesse da sempre.

Sabato all’alba partiranno i protagonisti del Lungo L’Eroico, di 210 chilometri e il Medio Crete Senesi di 135 chilometri. Domenica toccherà al Cento Val d’Arbia di 106 chilometri, al Medio Gallo Nero di 81 chilometri e al Corto Valle del Chianti di 46 chilometri. Il percorso più lungo attraversa una parte importante di Terra Eroica e porta i ciclisti dal Chianti verso Siena, la Val d’Arbia, Montalcino, Buonconvento, le Crete Senesi e nuovamente il Chianti. È il percorso che concentra maggiormente il senso della sfida de L’Eroica, con una giornata intera trascorsa sulle strade bianche. «La complessità è aumentata molto- spiega Franco Rossi, presidente di Eroica Italia- Ci sono la sicurezza, la logistica, i percorsi, l’accoglienza e tutto ciò che riguarda migliaia di persone che arrivano da Paesi diversi. Ma proprio per questo diventa ancora più importante il lavoro della comunità. La dimensione internazionale de L’Eroica è possibile soltanto se alla base rimane una forte dimensione locale. L’Eroica continua a crescere senza perdere il luogo dal quale è partita. L’Eroica oggi è internazionale, ma il suo cuore resta a Gaiole e il suo legame con questo territorio rimane fondamentale».

Un punto di approdo e allo stesso tempo una rivoluzione alla riconquista di un territorio che l’asfalto rischiava di portarsi via e di un ciclismo che tra business, carbonio e tecnologie guarda ormai sempre più a Gps e watt che non allanima. Uno sport sempre più esasperato che sta un po’ scappando di mano e non è un caso se negli ultimi anni una delle immagini più iconiche di vittoria continua ad essere quella di Sonny Colbrelli completamente infangato che vince la Roubaix. Quel ciclismo lì lEroica se lè ripreso. L’ha riportato sugli sterrati che ora stanno tornando di moda, gli ha dato un marchio di fabbrica, nuova dignità, l’ho ha fatto tornare più “fico”, più umano, paradigma di un vivere semplice, lieve, via di fuga per un week end da città che tutti chiamano smart ma che in realtà sono sempre meno facili e sempre meno intelligenti perchè ti ingarbugliano la vita chiedendoti una password anche per andare in bagno.

LEroica è una fetta di pane con lolio su tavole dove ormai si trova solo il sushi; è parlarsi senza bisogno di «whatsappare», di scrivere mail o di fare una «call» e via così. «Eroica è darsi una mano – spiega Giancarlo Brocci a chi gli chiede quale sia il senso di tutto ciò- Per salutarsi ma anche per aiutarsi, per conoscersi, presentarsi in un mondo che ormai fa fatica a fidarsi, che nei condomini non sa con chi vive, che se può ti frega… È un mondo senza orticelli perché quando si pedala va quasi sempre così: si semina e si raccoglie insieme».

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