Cose da maghi: all’improvviso, sparisce il mondiale. O meglio. C’è, ma su Rai 2 non lo si vede più. Sul più bello, a meno 40 chilometri dal traguardo, viene tolta la linea. Solo per un po’, per una ventina di minuti, giusto il tempo di mandare il telegiornale. La scelta è quella di tornare su Rai Sport (canale 58)? Neanche per sogno. C’è da trasmettere una partita di calcio di serie C, quindi ecco che la sfida iridata, nel suo momento cruciale, finisce temporaneamente su RaiPlay Sport 3, un canale semiclandestino, che forse nemmeno mamma Rai è a conoscenza di avere, visibile solo online o sull’app: un vero trionfo! Tornata la linea, il povero Pancani, la voce ciclistica della Tivù di Stato, è costretto a scusarsi provando a tirare in ballo non meglio definiti «problemi tecnici». A lui tutta la nostra solidarietà. Il risultato è una sommossa popolare, sotto forma di telefonate e messaggi social lanciati come SOS nell’etere. È il tripudio del malcontento. L’incredulità si fa indignazione, quindi protesta. Puntuale arriva la nota ufficiale dell’Usigrai, il sindacato di riferimento che rappresenta i giornalisti della Rai. Un passo: «È la solita Rai tafazziana e autolesionista che compra i diritti di alcuni grandi eventi sportivi e poi, come ieri (domenica, ndr) su RaiDue, li interrompe sul più bello», si legge.
E dire che, dopo aver perso in pratica tutto il calcio (la serie A e la Champions), i motori e il tennis, il basket e il rugby, alla tivù di Stato, tra gli sport più popolari e amati, è rimasto solo il ciclismo. Tutto lascerebbe pensare che questa storica disciplina venga trattata con le dovute maniere, con rispetto e attenzioni, promuovendola nella giusta maniera, come del resto viene trattato il Festival di Sanremo, forse i due eventi più nazionalpopolari del nostro Belpaese. Invece no: si spendono denari per accaparrarsi i diritti e poi lo si tratta come un semplice tappabuchi, da collocare dove e come si vuole. Proprio uno strano modo di dimostrare il proprio interesse, il proprio attaccamento a quello che ancora è rimasto. Forse nelle intenzioni c’era il desiderio di sorprendere gli abbonati: non così.
