Dopo la grandine, una palla di fuoco: Tadej Pogacar. Di rosso vestito, Pogi è stato tornado e tempesta, tuono e fulmine: avversari annichiliti e dispersi alle sue spalle. Taddeo trionfa nella quarta tappa della Vuelta grazie a un attacco portato a 50,5 km dal traguardo sulla salita di Beixalís (per lui è un record personale nei Grandi Giri). L’iridato in maglia ‘roja’ domina la prima frazione di montagna: 104,9 km, tutti in territorio andorrano, con arrivo ad Andorra la Vella. Alle sue spalle, a 2′39′, finisce il 20enne belga Jardo Widar (Lotto-Intermarché), davanti all’austriaco Felix Gall (Decathlon)e al britannico Oscar Onley (Netcompany Ineos). Il vantaggio di Pogacar in classifica è già quasi insormontabile per chiunque: 3′21′ su Primoz Roglic (Red Bull-Bora-Hansgrohe). Vuelta finita? Se non cade un meteorite, la questione è pressoché chiusa. Come si dice in questi casi, Taddeo pratica un altro sport: è ingiocabile. Non gioca più nemmeno Erola Jons, influencer catalana (3 milioni di follower), ingaggiata per produrre contenuti social dal backstage.
La colpa? Intervistava facendo la cascamorta con tutti. Taddeo non ha gradito, così come la gran parte del circo della Vuelta. A Erola è stato limitato il raggio d’azione: anche lei, come tanti del gruppo, non è riuscita a stare dietro a Taddeo.
