Il suo cinema ha fatto discutere, scandalizzato e infranto tabù, ma ha anche contribuito a rendere celebri alcune delle attrici più riconoscibili del cinema italiano. Tinto Brass, scomparso oggi all’età di 93 anni, ha legato il proprio nome a interpreti che, attraverso i suoi film, sono diventate icone di un immaginario cinematografico inconfondibile. Da Stefania Sandrelli a Serena Grandi, da Debora Caprioglio a Claudia Koll, passando per Francesca Dellera e Anna Ammirati, sono tante le donne che hanno attraversato la sua carriera, lasciando lasciando ciascuna un segno diverso nella sua carriera.
Stefania Sandrelli, la protagonista de La chiave
Nel 1983 Brass sceglie Stefania Sandrelli per La chiave, tratto dal romanzo di Jun’ichirō Tanizaki. L’attrice interpreta Teresa Rolfe, una donna al centro di una storia di desiderio, trasgressione e gelosia ambientata nella Venezia degli anni Quaranta. Il regista ha sempre espresso grande stima per la sua interpretazione: “Grandissima attrice. Per La chiave mi proposero Sandrelli che era un po’ dimenticata. Con me è stata bravissima”. Un giudizio che testimonia l’apprezzamento di Brass per una delle interpreti più importanti del cinema italiano.
Serena Grandi, la consacrazione con Miranda
Con Miranda, nel 1985, arriva uno dei sodalizi più celebri del suo cinema. Serena Grandi interpreta la protagonista, una locandiera emiliana che intrattiene relazioni con diversi uomini. Il film contribuisce a trasformarla in una delle icone erotiche degli anni Ottanta. L’attrice non ha mai rinnegato quell’esperienza e, in un’intervista al Corriere della Sera del 2021, ha ricordato il regista con riconoscenza: “Mi ha fatto diventare una new entry del cinema, mi ha consacrato come una delle star erotiche del cinema italiano, mi ha insegnato a parlare, a recitare davanti a una troupe di 50 persone, a vestirmi”. E, aggiungeva, anche a “svestirsi”. Grandi ha ricordato anche il ruolo di Tinta, moglie del regista, nella promozione della pellicola: fu lei a suggerirle una trovata pubblicitaria destinata a far parlare del film.
Debora Caprioglio, il successo di Paprika
Nel 1991 è la volta di Paprika, nel quale Debora Caprioglio interpreta Mimma, una giovane donna che entra nel mondo della prostituzione. L’attrice ha raccontato che inizialmente aveva pensato di rifiutare la parte, perché il copione le sembrava troppo audace. Poi cambiò idea e il film le regalò una popolarità enorme. In un’intervista del 2024 ha spiegato che quella notorietà improvvisa rese il suo percorso professionale più complicato: “Per certi versi poi la mia carriera è stata più faticosa rispetto a quella di altre attrici”.
Claudia Koll, il volto di Così fan tutte
Con Così fan tutte, uscito nel 1992, Tinto Brass sceglie Claudia Koll, allora agli inizi della carriera, affidandole il ruolo di Diana, una giovane donna al centro di una storia di desiderio e tradimento. Il film contribuisce a far conoscere l’attrice al grande pubblico e diventa uno dei titoli più celebri della filmografia del regista. Negli anni successivi, Koll intraprende un percorso personale e artistico molto lontano da quel mondo, avvicinandosi sempre più alla spiritualità. In alcune occasioni è tornata a parlare di Così fan tutte, ricordando come quell’esperienza abbia segnato una fase importante, ma anche complessa, della sua carriera. Con il tempo, l’attrice ha scelto di prendere le distanze da quel genere cinematografico, dedicandosi a progetti e interessi diversi.
Francesca Dellera, Anna Ammirati e Anna Galiena: le altre interpreti
Tra le altre attrici che hanno lavorato con Brass ci sono Francesca Dellera, protagonista di Capriccio nel 1987, Anna Ammirati, al centro di Monella nel 1998, e Anna Galiena, interprete di Senso ’45 nel 2002. Tre film diversi, che testimoniano la continuità del percorso cinematografico del regista e la sua capacità di scegliere interpreti capaci di lasciare ciascuna un segno sul suo cinema. Nel bene e nel male, le donne che hanno incrociato la strada di Brass ne sono diventate muse e protagoniste: per alcune, quei film hanno rappresentato un’importante occasione professionale e un trampolino per la carriera; per altre, un’esperienza intensa, dalla quale non è stato facile affrancarsi. Storie diverse, che oggi fanno parte dell’eredità artistica e dell’immaginario del regista.
