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Cinema

Serena Grandi: “Non capisco le attrici che lo rinnegano”

Parla l’attrice: “Lui è stato il mio tutto, mi ha lanciata nel cinema e insegnato tanto”

"Ho una cicatrice terribile. Neanche un serial killer la farebbe così": il dramma di Serena Grandi

«Io non mi sono mai vergognata dei film fatti con Tinto. Anzi, quando mio figlio Edoardo ha compiuto 18 anni gli ho fatto vedere Miranda, ero ovviamente un po’ preoccupata lui, alla fine, ha commentato: Perché mi hai fatto aspettare così tanto?».

Serena Grandi è una delle più celebri muse di Brass, protagonista del film del 1985 che prendeva spunto dalla Locandiera di Goldoni e che la lanciò in una prosperosa carriera di attrice. Alla tristezza del pensiero della perdita del maestro e amico, si unisce la dolcezza dei ricordi e la difesa del regista che è stato il padre del nostro cinema erotico.

Serena, lei tiene una foto di Brass sopra il letto.

«Certo, è stata scattata quando è venuto alla presentazione del mio romanzo d’esordio, L’amante del federale. Lui è stato il mio tutto, mi ha lanciata nel cinema e insegnato tanto».

Cosa in particolare?

«Che dovevo essere sempre pronta, puntuale, precisa, pulita, a qualsiasi ora del giorno. Una volta non riuscii a lavarmi i capelli, ma tanto dovevo indossare una parrucca, lui lo notò e mi rimproverò».

Non sentiva imbarazzo quando girava le scene di sesso?

«No, mai. Perché era delicatissimo. Quando c’erano quelle scene, faceva uscire tutti dal set e rimaneva solo lui dietro la macchina da presa. Era chiaro che quella era finzione, non vita vera, come un sogno».

Non si vergognò neppure quando lo incontrò al primo provino per Miranda?

«Assolutamente no, mi chiamò e io gli dissi Maestro, con lei faccio tutto. Lui mi scovò per caso vedendo una mia foto su una pagina di una rivista rimasta sotto un sasso e decise che dovevo essere io la protagonista di Miranda».

Cosa è stato Tinto per la storia del cinema italiano?

«Con i suoi film ha anticipato la liberazione sessuale degli italiani. E ricordiamoci che era un uomo colto, un pittore, un esteta, amava le donne, le considerava meravigliose».

Invece che cosa le ha insegnato nella vita reale?

«A non ingrassare... Con la menopausa avevo messo su parecchi chili, lui mi rimproverò: Ma sei scema? Sei ingrassata!. Con la dieta e soprattutto tanto yoga ho perso 20 chili».

Cosa pensa delle attrici che hanno rinnegato i film girati con lui?

«Non le voglio neanche stare a sentire. Sarà bello il circolino del cinema di oggi, con sempre gli stessi attori e le stesse sceneggiature... Io gli sono stata sempre fedele: grazie ai suoi film (oltre a Miranda, Monella) ho fatto tanto cinema e tv. E ora scrivo libri gialli - il prossimo esce a dicembre - con la sua foto sopra il letto».