Leggi il settimanale

La città gioca al Lotto E sulla «ruota» del Duce ora scommette Fossati

Il botto al Lotto, tra vecchi stratagemmi e moderne giocate, è sempre un bel sogno per i milanesi. A giudicare da come rimangono vitali le ricevitorie Numero 1 in via Santa Maria Segreta e la Numero 2 in via Luciano Manara, i due punti di scommessa più antichi d’Italia, sembra che la tabella numerica delle ruote italiche non conosca tramonto.
In via Santa Maria Segreta puntava la lira Benito Mussolini, fan del Lotto; ora ci entra il cantante Ivano Fossati. «I politici non vengono più di persona - esordisce Andrea Antonazzi, al banco - anche se sappiamo che inviano per loro persone molto fidate». Con l’ultimo ritardatario, il 32 sulla ruota di Roma, le ricevitorie hanno pagato rispettivamente vincite per un totale di trentamila e ventimila euro.
«E’in aumento la giocata sul ritardatario, cioè il numero che non esce su una ruota per un tot di volte. Si continua anche a sperare sulle date significative - spiega Antonazzi -. Non è ancora apparso il terno della data dell’Unità d’Italia, 3-11-17, ma la gente non ha smesso di attenderlo, come non smette di credere sul significato numerico dei sogni. Il nostro libro è ormai consunto. La ricevitoria è un confessionale con una sua originale atmosfera. Qui si fa salotto con una conversazione unica, spesso indicibile. Sentiamo di tutto. Siamo strani confidenti di segreti che non hanno mai fine, come i numeri».
Su un fianco del Tribunale, la Numero 2 carbura la Lottomatica dal 1947 e, nonostante la crisi, è sempre meta di un viavai ininterrotto. Viste le perversioni mentali del giocatore urge una curiosità. Qualcuno ha già sfoderato il foglietto con la data della prossima, possibile, visita del Premier al Palazzo di Giustizia per il caso Ruby? «Potrebbe essere - sorride Umberto Moretti, 63 anni, da sei dietro la classica macchina che sfodera la schedina arancione - ma noi non possiamo rivelare alcunchè. Intimità e riservatezza sono le nostre regole. Passa da questo negozietto tutta la vita del tribunale!». E la vita del Tribunale, dice Moretti, costituisce il 70% delle giocate; quindi ogni numero è un tabu e ogni cliente un anonimo. Anche i giudici giocano al Lotto? E perchè no: se la vita del tribunale nel piccolo locale con le tabelle degli ambi e dei terni c’è tutta intera nella sua complessità... Approdano in via Manara i giocatori dell’intera città e dell’interland milanese. «L’antichità della ricevitoria è garanzia di correttezza. Paghiamo le vincite entro le 24 ore». Come è giustizia? «Sì, ma non è una legge scontata. Può anche succedere che alcune ricevitorie non saldino la somma vinta». Dal libero professionista all’operaio il Lotto richiama sempre di più e non solo l’over 40 ma anche la fascia più giovane.

«Con il 10 e Lotto siamo riusciti a recuperare i ragazzi, che pretendono d’avere la vincita subito in mano: anche pochi ma toccarli immediatamente». Chi è la persona con cui si consiglia di più il fan del Lotto? «I confidenti sono tanti. Ma il mago di turno, che vede e prevede il numero, fa sempre la parte del leone».

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica