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Padroni a casa nostra

Il Comune di Roma, pagando 400mila euro, ha affidato alla onlus Refugees Welcome Italia un progetto che promuove l'inclusione sociale di rifugiati

Padroni a casa nostra
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Eh sì. La solidarietà - degli altri - è una cosa straordinaria.

Perché lo diciamo? Eh, perché abbiamo letto - scusate se arriviamo ultimi sulla notizia, ma eravamo impegnati in lavori di ristrutturazione del nostro appartamento: abbiamo ricavato una camera in più, non si sa mai... - abbiamo letto, dicevamo, che il Comune di Roma, pagando 400mila euro, ha affidato alla onlus Refugees Welcome Italia un progetto che promuove l'inclusione sociale di rifugiati. Obiettivo: individuare famiglie disposte ad accogliere in casa, gratis, i migranti. Risultato: tre adesioni in tre mesi. Un successone. Per la onlus che ha intascato i soldi.

Benvenuti, ma non troppo. Strano: quando c'è da andare in piazza contro la remigrazione sono migliaia. Quando c'è da immigrare in casa propria, nessuno.

Comunque. Alla fine soltanto tre romani hanno accettato di prendersi in casa un migrante. Vabbè, uno è Gassmann. L'altro immaginiamo sia il sindaco Gualtieri che ha firmato il bando (a proposito: a votarlo, nel 2021, condividendo la sua politica dell'accoglienza, furono 565.352 cittadini; gli altri 565.349 dove sono finiti?) e il terzo sarà uno di quei cantanti, attori e politici che domani saranno sul palco del Primo Maggio (Oh: volendo la Mannoia fa ancora a tempo a portarsene a casa un paio...).

Tutti solidali con gli

attici degli altri.

Però al Comune di Roma è andata bene, dai. La famosa promozione "Prendi tre e paghi 400mila euro". Vista la risposta, siamo convinti che si dovrebbero importare ancora più migranti per soddisfare la domanda.

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