La barriera dei 40 gradi è stata abbattuta. È successo ieri alle 17, quando sono stati registrati dalla centralina dell'Arpa di piazzale Zavattari. E in tutti i quartieri sono stati abbondantemente superati i 37 gradi. In regione è andata anche peggio a Spinadesco, in provincia di Cremona, dove la centralina ha misurato una temperatura superiore ai 41 gradi: il record lombardo. Frabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell'Università degli Studi, lancia l'allarme salute: "Milano presenta una stima di incremento del rischio di mortalità del 170 per cento. Il caldo estremo è ormai una vera emergenza sanitaria, non solo un problema meteorologico. A preoccupare non sono soltanto le temperature massime, ma soprattutto la loro persistenza, le notti tropicali e l'assenza di un reale recupero fisiologico, fattori che aumentano il rischio soprattutto per anziani, persone fragili e pazienti con malattie croniche".
La situazione è questa ormai da metà giugno, con le minime che non scendono sotto i 26,1 gradi, vale a dire 6-7 gradi sopra la media del periodo. Sulle terrazze del Duomo dal 15 giugno è attivo un punto medico di primo soccorso con personale specializzato, grazie alla collaborazione con Auxologico, per garantire assistenza immediata ai visitatori in caso di bisogno. Resterà attivo fino a settembre.
I sindacati tornano a richiamare l'attenzione sull'emergenza calore nei nidi e nelle scuole dell'infanzia. "Impianti di climatizzazione assenti, insufficienti o fuori uso e temperature interne incompatibili con condizioni adeguate di lavoro e permanenza". Così Giovanni Molisse, segretario della Fp Cgil Milano: "Le lavoratrici e i lavoratori sono esposti a stress termico, colpi di calore, malori e cali di pressione. Bambine e bambini da zero a sei anni sono particolarmente vulnerabili alle alte temperature. Il caldo estremo non è più un episodio occasionale. Molte sedi non sono attrezzate per affrontarlo e non possono continuare a funzionare senza interventi strutturali. Occorre verificare subito le condizioni effettive dei locali e adottare le misure necessarie prima che qualcuno stia male".
Anche se - occorre dire - la proposta di "ridurre gli orari o sospendere temporaneamente le attività" non va certo incontro alle esigenze delle famiglie che hanno bisogno estremo del servizio in questione. La buona notizia è che dal primo luglio si dovrebbe tornare a respirare. A partire da mercoledì infatti è previsto l'arrivo di correnti atlantiche che porteranno temporali e anche un calo delle temperature.