La proposta di un «salvadanaio previdenziale» per i nuovi nati, portata avanti dal presidente dell’Inps Gabriele Fava, raccoglie un altro sostenitore. «L’Italia deve muoversi, e muoversi anche molto in fretta», ha dichiarato ieri al Meeting di Rimini il presidente dell’Ania, Giovanni Liverani. «Solo il 38% è iscritto a un piano pensione. Presto andranno in pensione quelli che vedranno ridursi il proprio tenore di vita del 40% da un giorno all’altro. Quindi, dobbiamo muoverci velocemente, in maniera molto efficace, puntando a coinvolgere un maggior numero di persone nell’ambito della previdenza integrativa». L’Inps, peraltro, si è candidato da subito per la gestione del salvadanaio. Liverani tuttavia, a questo riguardo, invita la politica a coinvolgere più interlocutori nelle varie decisioni: «Bisogna aprire a tutte le diverse interlocuzioni e agli operatori di mercato che sanno come investire le risorse finanziarie per consentire questa competitività, questa maggior performance e maggiori rendimenti. Questo determinerà che non soltanto il 38% aderirà alla previdenza integrativa, ma il 100%, come già avviene in altri paesi europei come Germania, Francia e altri che non hanno nulla di più rispetto all’Italia».
Peraltro, puntualizza ancora il numero uno dell’associazione delle imprese assicuratrici, «noi siamo un interlocutore sicuramente importante perché siamo quelli che custodiscono il risparmio previdenziale assicurativo per milioni e milioni di persone. Investiamo 1.000 miliardi in un anno, facciamo rendere questi 1.000 miliardi e consentiamo ai nostri assicurati di ottenere un rendimento che nel tempo può costituire lo strumento per chiudere questo divario». Quindi «ci candidiamo a essere parte di queste soluzioni, di questo ‘salvadanaio previdenziale’ e abbiamo tutte le competenze per poterlo fare, nel rispetto del concetto di libera autonomia di scelta da parte dei titolari di questo risparmio previdenziale».
