La riforma della fiscalità locale entra nella fase operativa e cambia alcune abitudini consolidate per proprietari, inquilini e contribuenti. Il decreto legislativo 147/2026, in vigore dal 12 agosto, interviene su Imu e Tari puntando sulla digitalizzazione delle comunicazioni, ma introduce anche termini più stringenti per alcuni adempimenti. Il risultato è un sistema che mira alla semplificazione, ma nel quale diventa ancora più importante conoscere scadenze e modalità corrette per evitare errori. Il testo è stato ripubblicato con le relative note in Gazzetta Ufficiale il 4 settembre 2026, senza modificarne valore ed efficacia.
Imu, la dichiarazione diventa telematica
Per l’Imu la novità centrale è il passaggio alla dichiarazione esclusivamente telematica, indipendentemente dal fatto che il contribuente sia una persona fisica o un soggetto giuridico. Il nuovo comma 768-bis della legge 160/2019 riunisce la disciplina dichiarativa e punta a concentrare in questo strumento le informazioni necessarie ai fini dell’imposta. Resta, in via ordinaria, il termine del 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso o sono intervenute variazioni rilevanti. La novità non significa però che ogni proprietario debba presentare ogni anno una nuova dichiarazione. Per i soggetti diversi dagli enti non commerciali resta il principio per cui la dichiarazione conserva efficacia anche negli anni successivi, fino a quando non cambiano gli elementi che incidono sull’ammontare dell’imposta. Per gli enti non commerciali resta invece l’obbligo annuale. Il passaggio al digitale riduce quindi i canali utilizzabili, senza trasformare la dichiarazione Imu in un adempimento annuale generalizzato.
Tari, la comunicazione entro 90 giorni
Anche sulla Tari cambia il calendario. La dichiarazione relativa alla tassa sui rifiuti dovrà essere presentata entro 90 giorni dalla data di occupazione dell’immobile: un termine che rende più ravvicinato l’adempimento rispetto al momento in cui nasce il presupposto della tassa. La novità interessa, quindi, chi entra nella disponibilità di una casa o di un altro locale soggetto alla Tari e richiede maggiore attenzione nel comunicare tempestivamente la nuova situazione al Comune. Il principio alla base dell’intervento è quello di avvicinare il più possibile le informazioni fiscali alla situazione reale dell’immobile, riducendo ritardi e disallineamenti nelle banche dati comunali. La riforma si inserisce infatti in un disegno più ampio che chiede a Regioni ed enti locali di utilizzare strumenti informatici e tecnologie digitali, potenziare l’assistenza ai cittadini e semplificare gli adempimenti a loro carico.
Rendita contestata
Un altro capitolo riguarda gli immobili per i quali la rendita catastale DOCFA è stata impugnata davanti alla giustizia tributaria. L’articolo 32 introduce una disciplina specifica che allunga i tempi tanto per gli accertamenti quanto per i rimborsi Imu, evitando che la durata del contenzioso catastale consumi i termini a disposizione del Comune o del contribuente prima che sia definitivamente stabilito il valore sul quale calcolare l’imposta. In questi casi il termine viene fissato al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui passa in giudicato la sentenza che definisce la controversia sulla rendita. La disposizione riguarda non soltanto l’Imu, ma anche le corrispondenti imposte immobiliari delle autonomie speciali indicate dalla normativa. È una tutela che opera in entrambe le direzioni: per il recupero dell’imposta eventualmente dovuta e per la restituzione delle somme che risultassero versate in eccesso.
Una riforma che punta sul digitale
Il filo conduttore del decreto 147/2026 è dunque la digitalizzazione della fiscalità territoriale. Il legislatore chiede agli enti di rendere più semplice l’accesso alle informazioni e di ridurre gli adempimenti, mentre al contribuente viene richiesta maggiore tempestività nell’aggiornare la propria posizione. La riforma non riguarda soltanto Imu e Tari, ma ridisegna diversi aspetti dei tributi locali e del federalismo fiscale, con interventi che coinvolgono anche accertamento, riscossione e rapporti con il contribuente.
