A partire dal 2027, gli importi dell’assegno unico per i figli subiranno un incremento dovuto al consueto adeguamento al costo della vita. Il meccanismo di rivalutazione annuale si basa sui dati Istat relativi all’indice dei prezzi al consumo (FOI): le ultime rilevazioni di settembre mostrano un’inflazione acquisita del 2,9% per il 2026, un dato che supera di poco il 2,8% precedentemente stimato dall’Esecutivo nel Def. L’iter normativo prevede ora l’emanazione di un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, previsto indicativamente nella seconda metà di novembre, che fisserà la percentuale definitiva e consentirà all’Inps la successiva quantificazione formale delle prestazioni.
La decorrenza economica dei nuovi importi dell’assegno unico è fissata per la mensilità di febbraio 2027: ciò significa che l’adeguamento spettante per il primo mese dell’anno verrà erogato come conguaglio a partire da marzo 2027. È importante sottolineare, ai fini della definizione delle quote, che l’aggiornamento all’inflazione si applicherà sia ai valori del contributo che alle soglie Isee necessarie al calcolo del sussidio.
Qualora venisse confermato il tasso del 2,9%, la fascia Isee più bassa, vale a dire quella che garantisce il massimo del contributo, si estenderebbe fino a 17.975,10 euro, mentre il tetto massimo al di là del quale viene erogata la quota base passerebbe a 47.933,61 euro. La cifra esatta del bonus varierà in ogni caso a seconda delle caratteristiche specifiche di ogni famiglia, come il numero di figli a carico, l’età, le eventuali condizioni di disabilità e ovviamente il valore Isee finale.
Vediamo nel dettaglio come cambierebbero le cifre mese per mese e l’impatto reale sui conti delle famiglie con figli minorenni. La quota minima per ciascun minore subirebbe un ritocco all’insù di 1,70 euro al mese, passando da 58,30 euro a 60 euro tondi (pari a 20,40 euro in più all’anno). L’importo massimo, invece, farebbe un balzo di 5,90 euro mensili, incrementandosi da 203,80 euro a 209,70 euro (ovvero 70,80 euro in più all’anno per ogni figlio). Come detto, gli incrementi complessivi risultano amplificati dalla progressività della misura e dalla composizione del nucleo familiare:
- Effetto scaglione Isee: l’innalzamento delle soglie a 17.975,10 euro potrebbe determinare il passaggio a una classe di reddito più vantaggiosa, producendo un beneficio incrementale fino a 104,40 euro annui per singolo minore;
- Nuclei con due minori: l’adeguamento della componente base raddoppierebbe i propri effetti. Per lo scaglione Isee più alto si passerebbe da 116,60 a 120 euro mensili (+3,40 euro al mese, + 40,80 euro all’anno), per quello più basso il sussidio salirebbe da 407,60 a 419,40 euro mensili (+11,80 euro al mese, + 141,60 euro all’anno);
- Nuclei con tre minori: calcolando le maggiorazioni previste per i figli successivi al secondo, l’assegno complessivo per la fascia di massima tutela passerebbe da 710,50 euro a 731,10 (+ 20,60 euro al mese, + 247,20 euro all’anno).
La rivalutazione del 2027 tocca anche i figli maggiorenni e le maggiorazioni previste per la disabilità. Per i ragazzi tra i 18 e i 20 anni, il contributo minimo si attesterebbe a 29,90 euro mensili (rispetto ai vecchi 29,10 euro), registrando un incremento di 80 centesimi al mese e di 9,60 euro all’anno. La quota massima salirebbe invece da 99,10 euro a 102 euro al mese, garantendo alle famiglie 2,90 euro in più al mese, 34,80 euro in più all’anno.
Per quanto riguarda la disabilità e i bonus aggiuntivi, le nuove cifre mensili sarebbero così ripartite:
- Figli con disabilità (senza limiti di età): la quota base si allineerebbe a quella dei minorenni, oscillando da un minimo di 60 euro a un massimo di 209,70 euro;
- Figli non autosufficienti (under 21): la maggiorazione specifica salirebbe a 125,80 euro;
- Disabilità grave (under 21): l’extra mensile passerebbe da 110,60 euro a 113,80 euro;
- Disabilità media (under 21): il bonus crescerebbe da 99,10 euro a 102 euro;
- Mamme under 21: il contributo per le giovani madri verrebbe ritoccato da 23,30 euro a 24 euro;
- Bonus terzo figlio: la maggiorazione dal terzo figlio in poi arriverebbe fino a un massimo di 102 euro (a scalare in base all’Isee);
- Secondo reddito in famiglia: il bonus per il secondo genitore lavoratore salirebbe, nella sua misura massima, da 34,90 euro a 35,90 euro.