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Stangata autunnale sui prestiti agli anziani: da ottobre salgono i tassi per la cessione del quinto

I nuovi parametri riguarderanno esclusivamente i finanziamenti erogati nell’ultimo trimestre dell’anno

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Ottenere un prestito tramite la cessione del quinto della pensione diventerà più oneroso nell’ultimo scorcio dell’anno: dal 1° ottobre al 31 dicembre, infatti, saranno effettivi i nuovi tassi di riferimento fissati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con il decreto n. 47593. L’adeguamento periodico, recepito tempestivamente dall’INPS (messaggio n. 3042), fotografa la costante spinta al rialzo segnalata dalle recenti rilevazioni di Banca d’Italia sulle operazioni creditizie.

L’aggiornamento tocca direttamente i tassi effettivi globali medi (TEGM) e, di riflesso, alza l’asticella delle soglie d’usura:

  • Fino a 15.000 euro: il tasso medio balza dal 13,87% al 14,23%, spingendo il limite massimo di legge (soglia antiusura) al 21,7875%;
  • Oltre i 15.000 euro: il valore medio sale dal 9,57% al 9,88%, collocando il tetto usura al 16,35%.

I nuovi parametri regolano esclusivamente le pratiche erogate nell’ultimo trimestre del 2026. Nessun impatto, invece, per chi ha già un finanziamento in corso: la cessione del quinto è infatti strutturata a tasso fisso e la rata, che per legge non può superare il 20% della pensione al netto dell’imponibile e del trattamento minimo, resta bloccata per tutta la durata del piano di ammortamento.

Il costo reale dell’operazione varia in modo significativo al crescere dell’età dell’aspirante mutuatario, a causa dell’incidenza della polizza assicurativa rischio vita, obbligatoria per legge. L’INPS stipula convenzioni a tutela dei pensionati, ma i massimali TAEG applicabili risentono fortemente dell’anagrafica:

  • Fascia 70-74 anni: incremento marginale sui piccoli importi (fino a 15.000 euro il limite passa dal 12,34% al 12,35%), mentre per gli importi superiori la soglia sale dal 10,11% al 10,20%;
  • Fascia 75-79 anni: il tetto TAEG per i prestiti sopra i 15.000 euro sale dal’10,91% all’11% (dal 13,14% al 13,15% per le somme minori);
  • Over 79 anni: è la fascia che subisce il rincaro più marcato. I tetti massimi legali toccano i vertici dell’antiusura, arrivando al 21,7875% per i crediti fino a 15.000 euro e al 16,35% oltre tale soglia.

L’aumento dei riferimenti ministeriali non si traduce automaticamente nel massimo rialzo da parte di tutti i finanziatori: banche e intermediari, infatti, operano in regime di concorrenza. Tuttavia, l’impatto sul totale da restituire resta concreto.

Immaginiamo una richiesta di 15.000 euro in 5 anni (60 rate). Un preventivo basato su un TAEG competitivo potrebbe fissare un piano con rimborso complessivo a 18.000 euro (3.000 euro totali tra interessi, istruttoria e assicurazione). Con un’offerta meno vantaggiosa o riservata a una fascia d’età più avanzata, il montante finale può lievitare facilmente anche fino a 19.000 euro, traducendosi in un maggior costo di ben 1.000 euro sulla medesima somma erogata.

I tetti definiti dall’INPS servono proprio a proteggere i pensionati da condizioni fuori mercato. Per scegliere l’offerta migliore è fondamentale:

  • Mettere a confronto più prospetti informativi (il modulo SECCI);
  • Guardare il TAEG e l’importo totale dovuto a fine finanziamento, anziché soffermarsi soltanto sulla singola rata mensile;
  • Verificare che l’istituto finanziario applichi la convenzione INPS, che garantisce tassi mediamente più bassi rispetto al mercato libero.
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