Meccanica impeccabile, freni, luci e scarichi a norma, eppure il timbro del collaudo viene negato. Il motivo? La targa è diventata illeggibile. Si tratta di un’amara sorpresa che a quanto pare sta colpendo un numero sempre maggiore di automobilisti italiani, costretti ad affrontare una spesa inaspettata per poter continuare a circolare.
Il difetto invisibile
Il problema, che nelle scorse ore è emerso con forza nella cronaca locale e nazionale a seguito di un approfondimento realizzato dalla Rai, ha registrato dei picchi preoccupanti a Trento. Stando a quanto rivelato dagli uffici Aci del capoluogo trentino, le pratiche per la sostituzione delle targhe rovinate sono all’ordine del giorno, a volte con oltre una decina di richieste quotidiane.
L’origine del difetto è da ricercare nell’erosione che colpisce la pellicola riflettente apposta sopra le targhe metalliche: la copertura tende naturalmente a degradarsi per via dell’esposizione agli agenti atmosferici, ma per alcuni lotti di produzione questo deterioramento avviene in tempi più rapidi. Un difetto apparentemente marginale all’occhio umano, dato che nonostante questo scolorimento i codici alfanumerici restano leggibili, tuttavia altrettanto non si può dire per i sistemi elettronici di rilevamento: telecamere di lettura targhe, varchi ZTL, tutor e dispositivi dei centri revisione faticano a decifrare correttamente la sequenza. Risultato: l’esito del collaudo è negativo bisogna rimpiazzare obbligatoriamente la targa.
“È una pratica molto veloce, in una ventina di minuti una mezzoretta si riesce a fare, deve essere presente il nuovo proprietario del veicolo”, spiega ai microfoni della Rai Mirko Dellamaria dell’Aci di Trento, “noi rilasciamo il nuovi documenti e le targhe nuove”.
Il rischio sanzioni
Occhio in questo caso al fai da te: cercare di rimediare allo scolorimento di lettere e numeri rimarcandoli con pennarelli o tinte di qualunque genere può costare molto caro, dal momento che si rischia di violare l’art.100 del Codice della Strada. Al comma 14 si stabilisce infatti che “chiunque falsifica, manomette o altera targhe automobilistiche ovvero usa targhe manomesse, falsificate o alterate è punito ai sensi del codice penale”: oltre al processo penale, è prevista la sanzione accessoria del ritiro immediato della targa.
I normali pennarelli o le vernici comuni non possiedono la speciale pellicola riflettente ministeriale, di conseguenza, la targa smetterà di rifrangere in modo corretto la luce, col rischio di violare anche il comma 5 dello stesso art.100: la sanzione amministrativa per la perdita di rifrangenza va da 26 a 102 euro, a cui si aggiunge il fermo amministrativo del veicolo fino alla regolarizzazione.
Costi e soluzioni
L’unico modo di procedere è quindi quello di farsi carico della spesa prevista per la sostituzione e il conseguente aggiornamento dei documenti, ovvero un costo che può superare i 200 euro, anche se esiste una soluzione poco nota. La Circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (n. 107/2002 del 20 febbraio 2002) disciplina infatti i casi di difetto di fabbricazione.
Se il deterioramento prematuro della superficie riflettente o dei numeri e delle lettere è imputabile a un vizio di produzione e non a un danno provocato dall’utente, la Motorizzazione Civile è obbligata a ritirare i pezzi difettosi e a inviarli al Poligrafico dello Stato per le opportune verifiche. Qualora il difetto d’origine venga confermato, la ristampa e la sostituzione della targa devono avvenire a titolo completamente gratuito.
