Un vecchio conto corrente mai chiuso, un libretto di risparmio dimenticato in un cassetto, una polizza vita di cui gli eredi non erano a conoscenza, o un assegno mai incassato. Sono situazioni più frequenti di quanto si possa pensare e che, in alcuni casi, possono tradursi nella possibilità di recuperare somme di denaro finite nel cosiddetto Fondo Rapporti Dormienti.
Non sempre si tratta di grandi patrimoni: spesso si parla di importi modesti, ma comunque significativi per chi li scopre dopo anni. E, soprattutto, il trasferimento delle somme al Fondo non significa necessariamente che il denaro sia perduto per sempre.
Cosa sono i conti dormienti
Con l'espressione “conti dormienti” si indicano i rapporti bancari e finanziari che, pur presentando un saldo attivo, non vengono movimentati per un lungo periodo di tempo. La categoria comprende non soltanto i conti correnti, ma anche libretti di risparmio, depositi titoli, assegni circolari non riscossi, polizze assicurative e altri rapporti finanziari rimasti inattivi.
Per essere considerato dormiente, un rapporto deve avere un saldo superiore a 100 euro e non deve aver registrato operazioni o movimentazioni per almeno dieci anni da parte del titolare o di un suo delegato.
Un avviso prima del trasferimento
Prima di trasferire le somme al Fondo, la banca, la compagnia assicurativa o l'intermediario finanziario sono tenuti a informare il titolare del rapporto, invitandolo a effettuare un'operazione o a manifestare la volontà di mantenere attivo il rapporto. Talvolta, però, le comunicazioni non vengono ricevute perché il cliente ha cambiato indirizzo, non ha aggiornato i propri recapiti oppure il rapporto è stato semplicemente dimenticato nel tempo.
È bene sapere, inoltre, che non tutti i rapporti inattivi diventano automaticamente dormienti: anche una semplice operazione o una manifestazione di volontà del titolare di mantenere attivo il rapporto può interrompere il periodo di inattività e impedirne il trasferimento al Fondo.
Dove finiscono le somme
I rapporti dormienti confluiscono, come detto, nel Fondo Rapporti Dormienti, istituito presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze e gestito da Consap. Il Fondo è alimentato proprio dalle somme non reclamate dai rispettivi titolari.
Il trasferimento delle somme, tuttavia, non impedisce ai soggetti che ne hanno diritto di verificare la propria posizione e, nei casi previsti dalla normativa, di richiederne il rimborso.
Come verificare se ci sono soldi da recuperare
Chi pensa di avere un vecchio rapporto dimenticato può effettuare una verifica attraverso il servizio di consultazione messo a disposizione da Consap. Per farlo è sufficiente accedere alla banca dati pubblica disponibile sul portale dell'ente e inserire i dati anagrafici del titolare del rapporto.
La ricerca può essere particolarmente utile anche per gli eredi che, dopo il decesso di un familiare, intendano accertare l'eventuale esistenza di conti, libretti o polizze di cui non erano a conoscenza, situazione che rappresenta una parte significativa delle richieste di rimborso.
Prima ancora di consultare la banca dati, può essere comunque opportuno controllare la documentazione conservata in casa, come vecchi estratti conto, libretti di risparmio, polizze assicurative, assegni o comunicazioni bancarie.
Se il nominativo del titolare compare nei registri dei rapporti confluiti al Fondo, sarà necessario richiedere alla banca o all'intermediario finanziario l'attestazione di devoluzione, documento che certifica l'avvenuto trasferimento delle somme e il relativo importo.
Quali documenti possono essere necessari
Per ottenere il rimborso è generalmente necessario allegare un documento di identità, il Codice fiscale e l'attestazione di devoluzione rilasciata dall'istituto che ha trasferito le somme al Fondo.
Nel caso degli eredi possono essere richiesti anche la dichiarazione di successione, il certificato di morte del titolare e la documentazione che attesti la qualità di avente diritto. Per alcuni rapporti, come i vecchi libretti al portatore, potrebbe essere inoltre necessario esibire il titolo originale.
Come chiedere il rimborso
Se il rapporto è stato effettivamente trasferito al Fondo, è possibile presentare domanda di rimborso a Consap, seguendo le modalità indicate sul portale dedicato. La richiesta può essere presentata direttamente dal titolare o dagli eredi, allegando la documentazione necessaria a dimostrare il proprio diritto alle somme.
Per assistere i cittadini nella ricostruzione della documentazione e nella predisposizione della pratica operano anche professionisti e società specializzate. La scelta se avvalersi o meno di un supporto esterno dipende dalla complessità del singolo caso e dalle esigenze del richiedente.
In caso di esito positivo dell'istruttoria, le somme vengono normalmente accreditate sul conto indicato dal richiedente.
Attenzione ai termini e alle procedure
Sebbene le somme trasferite al Fondo Rapporti Dormienti non siano automaticamente perdute, è opportuno verificare la propria posizione senza attendere troppo tempo.
La disciplina prevede infatti termini e procedure specifici per la presentazione delle domande di rimborso, che variano a seconda della tipologia del rapporto. Per i conti correnti e i libretti di risparmio, ad esempio, le somme possono rimanere complessivamente recuperabili per circa vent'anni dall'ultima operazione effettuata: dieci anni di inattività presso l'intermediario e ulteriori dieci anni dopo il trasferimento al Fondo.
Per altre categorie, come gli assegni circolari e alcune polizze assicurative, si applicano invece regole e termini differenti. Per questo motivo, in caso di dubbi, è opportuno consultare le indicazioni pubblicate da Consap o rivolgersi al proprio intermediario di riferimento.
Perché una verifica può essere conveniente
La possibilità di recuperare importi dimenticati non riguarda soltanto grandi patrimoni. In molti casi le somme da recuperare sono modeste, ma possono comunque rappresentare una risorsa inaspettata per il titolare, o per i suoi eredi.
Considerato che la verifica della propria posizione richiede poco tempo e può consentire di riportare alla luce rapporti dimenticati da anni, effettuare un controllo può rivelarsi un'operazione tutt'altro che inutile, soprattutto in presenza di vecchia documentazione bancaria o assicurativa, o nell'ambito di una successione ereditaria.