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Carburante annacquato e motori distrutti, è ancora l’allarme: la mappa dei danni e la guida ai rimborsi. Ecco come proteggersi

Continuano le segnalazioni da parte dei cittadini. Ecco quali sono le tutele legali per proteggere il proprio veicolo e ottenere il totale risarcimento dei costi di riparazione

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Quest’estate verrà ricordata, oltre per il grande caldo, anche per l’impennata di guasti ai motori delle auto causati dal carburante contaminato. In queste ultime settimane, infatti, in concomitanza con il picco delle partenze, c’è stato un vero e proprio boom di segnalazioni.

Complice sicuramente l’aumento del prezzo del carburante, qualcuno ha voluto fare il furbo, vendendo ai clienti benzina annacquata. Il problema è che una simile miscela finisce col distruggere il motore.

Se ci limitiamo ad analizzare la sola situazione a Roma, sono tanti i meccanici di Roma a riferire di auto arrivate in officina dopo il rifornimento alla pompa di benzina. “In cinquant’anni di lavoro non mi era mai capitato di trovare auto con la benzina allungata con l’acqua, se non negli ultimi sei mesi. C’è chi dice che allungano le cisterne con l’acqua…”, ha dichiarato all’Adnkronos il titolare di un’officina che si trova in zona Quadraro.

Sono in tanti a confermarlo. Anche un moto meccanico di Monteverde ha parlato di un certo distributore con serbatoi sotterranei pieni d’acqua. Che sia voluto o no, i danni sono stati ingenti. Si parla di una vera e propria strage di motori.

Quando si fa rifornimento con benzina allungata con acqua o comunque di scarsa qualità, gli effetti sono quasi sempre immediati. “I motorini, le moto e gli scooter di ultima generazione si fermano poco dopo aver fatto rifornimento, te ne accorgi subito”, ha spiegato il meccanico, che ha avuto ben due casi in un solo giorno.

E, ancora: “La maggior parte delle volte troviamo benzina con acqua, che contiene tutti i residui, come morchia, polveri sottili o sabbie che vanno a finire nelle cisterne dei distributori e, quando le cisterne iniziano a essere vuote, vengono risucchiate e pompate nei serbatoi”, è il racconto di un altro meccanico.

Insomma, la situazione è assai grave, e gli automobilisti devono stare molto attenti. I danni possono essere davvero ingenti. Se il veicolo si ferma subito, ce la si può cavare con lo svuotamento e il lavaggio del serbatoio, la sostituzione del filtro del carburante e lo spurgo dei condotti. Tradotto in denaro, si parla di una spesa che può arrivare intorno ai 350 euro. Se invece l’acqua ha viaggiato nel circuito, allora la situazione è più grave. Si può arrivare ai 1.500-2.000 euro. Per un motore distrutto, infine, si possono raggiungere anche i 3.000 – 6.000 euro di spesa.

Ecco perché è importante sapere come fare per chiedere e ottenere un rimborso.

“L’utente ha la possibilità di difendersi da un punto di vista normativo, ricordandosi dove ha fatto l’ultimo rifornimento e tornare a quella stazione di servizio e pretendere il rimborso di quanto speso ed, eventualmente, se ci sono stati dei danni, pretendere anche questi, quantificandoli e dimostrandolo”, ha precisato Vincenzo Donvito, presidente di Aduc.

Il responsabile del danno è colui che ha venduto la benzina. La prima cosa da fare è diffidare il gestore della stazione di servizio e pretendere il rimborso dei danni inviando una pec o una raccomandata. È importante allegare tutta la documentazione possibile.

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