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Mutuo, attenzione ai costi per chi offre il tasso zero. Cosa sapere prima di firmare

Dal Taeg alla durata del finanziamento, ecco a cosa fare attenzione per contenere la rata senza aumentare inutilmente il costo complessivo del debito

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In tempi di rialzo dei tassi e di aumento del rischio di credito, bisogna stare attenti a come si sceglie un mutuo o un finanziamento. Per quanto riguarda i prestiti per acquistare casa, si può scegliere una soluzione a tasso variabile, che segue l’andamento dei mercati e risente delle decisioni della Bce, ma può offrire inizialmente un tasso più competitivo; oppure a tasso fisso, che non cambia fino alla fine del prestito, indipendentemente da cosa accade a Francoforte.

Il tasso d’interesse per i mutui variabili

Nello specifico, per i mutui variabili, il tasso d’interesse applicato dalla banca è composto da un parametro di riferimento (spesso l’Euribor a tre mesi, influenzato dai tassi Bce) al quale l’istituto aggiunge uno spread, che varia in base alla banca e alle caratteristiche del finanziamento.

I mutui a tasso fisso

I mutui a tasso fisso, invece, prendono in genere come riferimento l’Eurirs, in funzione della durata del prestito. Quando si scelgono le condizioni, occorre fare attenzione non solo al Tan (che indica il tasso d’interesse applicato al prestito), ma anche al Taeg, il tasso annuo effettivo globale, che comprende pure le principali spese di istruttoria e gestione: è il parametro migliore per confrontare due offerte.

La rata del mutuo

Spesso la rata del mutuo è un elemento della scelta: bisogna stare attenti, come suggerisce anche la Banca d’Italia, affinché l’importo non superi un terzo del reddito disponibile, tenendo conto anche degli altri finanziamenti. Ma una rata più bassa non significa sempre risparmiare: allungare la durata del mutuo, per esempio da 20 a 30 anni, permette di ridurre l’esborso mensile, ma aumenta gli interessi complessivi. Per esempio, con un mutuo da 100mila euro al tasso fisso del 3,61% (il tasso medio Abi sui nuovi mutui di settembre), in vent’anni si restituiscono complessivamente 140.551 euro. Allungando il rimborso a 30 anni, a parità di tasso, la rata si abbassa di 130 euro al mese, ma la spesa per interessi aumenta di oltre 23mila euro.

La durata

Le considerazioni sulla durata valgono anche per i prestiti al consumo, generalmente a tasso fisso, ma in questo caso occorre fare attenzione soprattutto ai finanziamenti pubblicizzati a Tan zero, che potrebbero però avere un Taeg positivo per effetto delle spese accessorie. In alcuni casi, un prodotto acquistato con finanziamento a tasso zero potrebbe costare più dello stesso bene pagato subito, magari approfittando di uno sconto. Conviene quindi confrontare sempre il prezzo in contanti con l’importo da restituire a rate.