Sono complessivamente più di 26 mila i litri di carburante sequestrati perché non conformi ai parametri della legge: è l’operazione portata avanti dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma che, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm) – Ufficio Antifrode e Laboratorio Chimico, hanno concluso un piano di interventi molto vasto che ha preso di mira Roma e il suo territorio provinciale per contrastare le frodi fiscali.
Cosa è stato scoperto
Ebbene, analisi di laboratorio sui campioni di gasolio che sono stati presi in esame hanno fatto scoprire quanto alcuni automobilisti, già, sapevano per le numerose anomalie alle loro vetture. Nel comunicato stampa diramato dalla GdF capitolina è emerso che quei campioni “hanno evidenziato un punto di infiammabilità (Flash point) inferiore al limite minimo di legge stabilito in circa 55°C, un’anomalia chimica che, oltre a poter causare malfunzionamenti ai motori e cali di rendimento, comporta rischi per la sicurezza nelle fasi di movimentazione del prodotto”.
“Miscelazione fraudolenta”
La conclusione è chiara. “Un punto di infiammabilità inferiore alla soglia legale è infatti quasi sempre indicativo di una contaminazione o miscelazione fraudolenta, che avviene quando il gasolio è intenzionalmente ‘tagliato’ con sostanze chimiche più volatili ed economiche - come solventi, idrocarburi leggeri riciclati o benzina per aumentare il volume illegalmente ed eludere le accise”.
Quali sono i rischi
Quello che in gergo si chiama “Flash point” è risultato così alterato da poter trasformare “il gasolio, che per natura è un combustibile relativamente sicuro da manipolare, in un liquido altamente infiammabile, generando un immediato rischio di esplosione o incendio durante il trasporto, lo stoccaggio nei serbatoi interrati e la stessa erogazione alla pompa”, spiega la Guardia di Finanza. Ma non è tutto: la presenza di parti estranee e volatili altera “la viscosità e la corretta combustione nel cilindro, provocando usura precoce degli iniettori e un netto aumento delle emissioni inquinanti nell’ambiente”.
I sequestri
La prima fase di questa attività ha portato al sequestro di oltre 26.100 di litri di carburante non confome. Le fiamme gialle fanno sapere di aver messo i sigilli a 4 cisterne e 4 pistole erogatrici con il conseguente deferimento di cinque responsabili all’Autorità Giudiziaria per le ipotesi di reato di frode nell’esercizio del commercio e sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa.
Il secondo filone, parallelo, relativo ai controlli è stato incentrato sulla regolarità delle tariffe e la trasparenza del mercato. Anche in questo caso, le Fiamme Gialle dei Gruppi di Roma, Civitavecchia e Guidonia Montecelio hanno portato a termine 34 controlli specifici sulla disciplina dei prezzi nei confronti degli esercenti. Dopo gli accertamenti, sono state riscontrate “9 violazioni complessive, di cui 5 per mancata trasparenza dei prezzi esposti, 1 per irregolarità nella tenuta dei registri e 3 per omessa comunicazione preventiva dei prezzi praticati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy tramite l’apposita piattaforma informatica”.
Sono precise e molto forti, dunque, le conclusioni delle Fiamme Gialle sul contenuto del gasolio che, negli ultimi tempi, ha dato numerosi problemi agli automobilisti da Nord a Sud d’Italia. Quel che è stato appurato dai finanzieri della Capitale è volto a contrastare le frodi sulla qualità e quantità dei prodotti energetici.
Gli impianti analizzati si trovano a Roma, Civitavecchia e Frascati. Per arrivare a quanto descritto è stato impiegato il laboratorio chimico mobile dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, “una vera e propria unità scientifica d’avanguardia su quattro ruote che ha permesso di effettuare analisi chimiche in tempo reale”.
“L’attività complessiva si inquadra nel costante dispositivo di vigilanza economica e finanziaria della Guardia di Finanza per salvaguardare il potere d’acquisto dei cittadini e garantire il rispetto delle regole di leale concorrenza tra gli operatori del settore - conclude il comunicato - Si precisa che, con riferimento alle ipotesi di reato contestate, i procedimenti penali si trovano nella fase delle indagini preliminari e che, fino a eventuale sentenza definitiva, vige il principio di presunzione di innocenza nei confronti delle persone sottoposte a indagine”.
