Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 18:22
Cittadini

Modello 730: cosa succede se non si presenta la dichiarazione

Il 30 settembre scorso sono scaduti i termini per presentare la dichiarazione dei redditi con il modello 730

730 precompilato, la trappola nascosta: milioni di italiani perdono fino a 400 euro

La stagione della dichiarazione reddituale con il modello 730 si è chiusa con la scadenza dei termini di presentazione del 30 settembre scorso.

Dimenticarsi di inviare il modello o aver sbagliato nell’inoltro non concludendo correttamente la procedura sono situazioni che possono succedere, ma in questo caso è necessario affrettarsi a correggere l’errore per evitare di incorrere in sanzioni.

Ma cosa fare se ci si trova in una situazione di questo genere? E cosa si rischia?

Entriamo più nel dettaglio.

Dichiarazione non presentata con il 730: cosa fare entro 90 giorni

In casi come questi la prima cosa da fare è non farsi prendere dalla preoccupazione perché si è ancora in tempo per presentare la dichiarazione dei redditi. Difatti, il modello 730 non è l’unico documento che si può utilizzare per presentare la propria situazione reddituale.

Per chi è obbligato alla dichiarazione, le principali scadenze sono:

  • Entro il 2 novembre 2026: è ancora possibile presentare il Modello Redditi PF entro il termine ordinario. In questo caso non si applica la sanzione per dichiarazione tardiva, fermo restando l’eventuale ritardo nel pagamento delle imposte dovute.
  • Entro 90 giorni dalla scadenza del Redditi PF: la dichiarazione può essere presentata tardivamente. Per il 2026, il termine ultimo è il 1° febbraio 2027. La dichiarazione è considerata valida, ma occorre versare la sanzione ridotta mediante ravvedimento operoso.

Se anche questa scadenza viene superata, resta la possibilità di presentare la dichiarazione entro i successivi 90 giorni, ricorrendo al ravvedimento operoso con presentazione della dichiarazione tardiva, che comporta il pagamento di una sanzione in forma ridotta ma che evita l’applicazione immediata delle sanzioni più pesanti.

Cosa succede dopo i 90 giorni

Superata la soglia del 1° febbraio 2027, invece, la dichiarazione viene considerata omessa, con conseguenze più rilevanti sul piano fiscale. Questo non significa che non sia più possibile trasmettere la dichiarazione, ma che la regolarizzazione diventa più complessa e le conseguenze fiscali possono essere più onerose.

In linea generale, per le dichiarazioni dei redditi omesse è prevista una sanzione pari al 120% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro. Se non risultano imposte da versare, la sanzione va da 250 a mille euro.

La normativa riconosce comunque una misura attenuata per chi presenta spontaneamente la dichiarazione omessa oltre i 90 giorni, purché l’invio avvenga prima dell’avvio di accessi, ispezioni o verifiche fiscali di cui il contribuente abbia avuto formale conoscenza. È quindi importante non confondere la dichiarazione tardiva, presentata entro 90 giorni, con quella omessa: le due situazioni comportano conseguenze differenti e richiedono modalità di regolarizzazione diverse.

Saldo a credito o a debito: cosa cambia

Presentando il modello redditi entro la finestra di tolleranza dei 90 giorni in caso di credito che emerge dalla dichiarazione, le somme a credito saranno portate a rimborso a compensazione. Se invece, si scivola nella fattispecie di “dichiarazione omessa” l’utilizzo del credito nelle annualità successive perde qualsiasi automatismo, rendendo più complesso il recupero delle somme.

Il mancato invio del 730, invece, non cancella il debito con l’Erario. Nel caso in cui il prelievo non sia effettuato direttamente sul cedolino dello stipendio o della pensione, la responsabilità del versamento torna interamente in capo al contribuente, avvalendosi del ravvedimento operoso per sanare contestualmente imposte, sanzioni e interessi legali.

Commenti