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Multe da autovelox non omologati: la nuova sentenza che ti permette di annullarle

Le sentenze dei giudici continuano a ritenere nulli i verbali, offrendo agli automobilisti la possibilità di presentare ricorsi vincenti

Finti autovelox e strisce blu Automobilisti in crisi di nervi

La questione autovelox non omologati è tutt’altro che chiusa, anzi. La partita legale sulla validità delle multe stradali si arricchisce di un nuovo capitolo che mette in discussione l’efficacia delle recenti contromisure adottate dal Governo nel tentativo di riportare un po’ di chiarezza e di ordine.

È infatti arrivata una recente sentenza emessa dal giudice di Pace di Lecce in cui il Comune di Galantina si è visto annullare un verbale. Il motivo? Il Decreto Salvavelox (decreto ministeriale n. 125/2026) non può essere applicato, in quanto i fatti risalgono a prima dell’entrata in vigore. Inoltre, a quanto pare, il dispositivo di rilevazione della velocità si trovava sprovvisto della targhetta identificativa richiesta dalle nuove procedure di verifica e taratura.

Il caso in esame si riferiva al ricorso di un automobilista che si era visto recapitare una multa di oltre 400 euro (con decurtazione dei punti della patente) per eccesso di velocità. La rilevazione era stata effettuata da un sistema Photored Dr. I legali dell’automobilista hanno puntato su un vizio formale: l’apparecchio, approvato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, non possedeva omologazione. Il giudice ha dato ragione al cittadino, riconoscendo al dispositivo il difetto di omologazione.

La sensazione è che la sentenza 22860/2026 dello scorso 15 settembre sarà presto un esempio seguito da molti. Di questo passo, il decreto emanato per risolvere il problema legato agli autovelox risulterà in parte inutile, dato che è stato trovato un modo per aggirarlo. La pronuncia salentina si inserisce nel solco già tracciato dalla Corte di Cassazione, che in molteplici occasioni ha ribadito come l’omologazione sia un requisito imprescindibile per la legittimità dei verbali. Gli ermellini avevano già espresso forti perplessità sui tentativi dei ministeri di aggirare il problema.

Il valore della sentenza arrivata da Lecce risiede proprio nel netto rifiuto da parte del giudice di considerare automaticamente superato, per effetto delle nuove linee ministeriali, il confine giuridico tra approvazione e omologazione dei dispositivi di controllo. Il rigido orientamento in merito all’irretroattività del decreto ministeriale n. 125/2026 sugli apparecchi di rilevazione della velocità apre a significative conseguenze.

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