Sono tanti gli italiani che decidono di sfruttare gli aiuti messi a disposizione dello Stato, come l’Assegno Unico, o gli incentivi per la casa. Eppure esiste tutta una serie di tutele economiche e aiuti che, forse per poca diffusione e informazione, sono in pochi a conoscere. In questo modo si rischia di perdere dei preziosi incentivi che forse non faranno la differenza, ma che sono comunque in grado di fornire sostegno.
Si tratta di bonus dimenticati, agevolazioni “fantasma”. Secondo i dati ufficiali, meno del 30% degli italiani li conosce e li richiede, mentre la restante percentuale, sia per scarsa conoscenza, sia per lo spauracchio della burocrazia, non li prende in considerazione.
Primo fra tutti, anche per l’anno 2026, c’è il Bonus Tari. La riduzione sulla Tari, ossia la tassa sui rifiuti. L’accesso al beneficio è strettamente legato alla situazione economica del nucleo familiare: il tetto è fissato a 9.530 euro di Isee, ma la soglia di protezione si estende fino a 20mila euro per le famiglie numerose con almeno quattro figli.
Trattandosi di una misura a termine, per conservare lo sgravio è indispensabile procedere ogni anno sia all’aggiornamento dell’Isee sia, dove richiesto, alla reiterazione della domanda nei tempi stabiliti dal proprio Comune. In alcuni casi si attiva con la DSU, in altri è necessario fare richiesta all’Ufficio Tributi.
Un altro valido aiuto è il Bonus affitto giovani, che si rivolge ai ragazzi che non hanno ancora compiuto 31 anni e che scelgono di trasferirsi in una casa in affitto. I paletti prevedono che il loro reddito annuo totale rimanga entro il limite di 15.458,12 euro. Per chi rispetta questi parametri, lo Stato concede un rimborso fiscale significativo, che può raggiungere i 2mila euro all’anno e copre i primi quattro anni di validità dell’accordo di affitto. Per sbloccare la detrazione, il contribuente deve semplicemente indicare in dichiarazione dei redditi gli importi dei canoni versati e gli estremi di registrazione del contratto d’affitto.
A seguire abbiamo il Bonus acqua potabile. Sul fronte della transizione ecologica e della riduzione dei rifiuti plastici monouso, resta operativo lo speciale incentivo fiscale pensato per favorire il consumo dell’acqua di rete. La misura prevede un credito d’imposta pari al 50% dei costi sostenuti per l’acquisto e il montaggio di impianti destinati al filtraggio, alla refrigerazione o alla mineralizzazione dell’acqua corrente. Per i nuclei familiari e i privati cittadini, il tetto massimo di spesa agevolabile è bloccato a 1.000 euro, traducendosi in un recupero effettivo che può toccare i 500 euro di rimborso. Per ottenere il bonus, è necessario comunicare la spesa all’Agenzia delle Entrate entro il 28 febbraio dell’anno successivo all’acquisto.
Un altro importante aiuto è il Bonus destinato agli animali domestici. Stiamo parlando di una detrazione Irpef pari al 19% sui costi legati a visite specialistiche, interventi chirurgici e farmaci prescritti dai veterinari. Il tetto massimo complessivo su cui si può applicare lo sconto è fissato a 550 euro. Il calcolo si attiva unicamente sulla quota che supera la franchigia fissa di 129,11 euro. I pagamenti devono essere tracciabili.
Da non dimenticare anche l’aiuto fornito dal Bonus vista. Un voucher di 50 euro fornito una tantum per acquistare lenti oppure occhiali da vista.
Si tratta di bonus che possono davvero essere di aiuto agli italiani, ecco perché è importante non dimenticarli e presentare richiesta. L’essenziale è avere sempre il proprio Isee aggiornato e corretto, perché molti di questi benefici dipendono proprio da esso.
