Dimenticate il vecchio voucher da 60 euro per i mezzi pubblici. Dal 2027 il bonus trasporti cambia pelle e si affida al nuovo “Conto di mobilità”, un borsellino elettronico che metterà a disposizione delle famiglie meno abbienti fino a 400 euro l’anno per coprire le spese di viaggio.
La novità ha incassato il via libera dell’esecutivo nella seduta del Consiglio dei ministri del 4 agosto, inserendosi all’interno della strategia nazionale definita dal Piano Sociale per il Clima, la cornice normativa richiesta da Bruxelles (Regolamento UE 2023/955) per accedere ai fondi comunitari destinati ad accompagnare la transizione ecologica.
L’obiettivo strategico dell’intervento è di natura economico-sociale: attutire l’impatto del nuovo sistema di tassazione europeo sulle emissioni (ETS2), che toccherà da vicino riscaldamento e trasporti stradali, scongiurando il rischio che la svolta green gravi in modo sproporzionato sulle fasce di popolazione e sulle piccole realtà imprenditoriali più fragili. L’impalcatura complessiva del Piano non si limita alla mobilità, ma tocca anche l’efficientamento dell’edilizia residenziale, il sostegno diretto ai redditi bassi e il potenziamento della macchina amministrativa.
L’incentivo rimarrà attivo per cinque anni, dal 2027 al 2032, mentre la macchina applicativa entrerà nel dettaglio operativo tramite un apposito decreto attuativo la cui promulgazione è attesa per la prossima primavera, presumibilmente entro il mese di marzo. Il bonus trasporti cambia completamente faccia rispetto al passato, con delle differenze sostanziali:
- Dal voucher al credito digitale: il contributo non consisterà più in uno sconto una tantum al momento dell’acquisto dell’abbonamento, ma in una dotazione finanziaria personale accreditata su un portafoglio virtuale (“Conto di mobilità”), con una validità di 12 mesi dal momento dell’erogazione;
- Tetto massimo fino a 400 euro: una soglia nettamente superiore rispetto al passato;
- Gamma di servizi più ampia: potrebbero per la prima volta essere inclusi non soltanto abbonamenti e biglietti per bus e treni locali o regionali. Le disposizioni attuative mirano infatti a estendere il credito anche alla mobilità condivisa e non di linea, inclusi taxi e servizi di noleggio con conducente (NCC).
Il budget a disposizione nel “Conto di mobilità” consentirà di coprire sia i costi di abbonamenti a lungo termine che di corse singole, ma non si potrà sommare a eventuali sussidi analoghi erogati da enti locali (Regioni o Comuni). Per gestire l’impianto dell’incentivo verrà lanciata un’apposita infrastruttura informatica, la Piattaforma della Mobilità Ecosolidale (PMES): nel caso in cui questa non dovesse risultare operativa al momento del via libera alla, verrà attivato un canale transitorio basato su QR Code per garantire l’applicazione immediata del contributo direttamente alla cassa.
L’intervento mira a sostenere una platea stimata in circa 1,65 milioni di cittadini l’anno, individuando come target prioritario studenti, pendolari e lavoratori con fasce di reddito medio-basse. Sul fronte dell’accesso si registra una svolta procedurale significativa: l’assegnazione supera definitivamente la logica del “click day”. Non si premierà più, dunque, la velocità d’invio dell’istanza, bensì il profilo di necessità. Le domande confluiranno in un sistema di graduatoria con punteggi compresi tra 0 e 100, definiti in base alle reali condizioni socio-economiche della famiglia.
L’indicatore ISEE costituisce il requisito portante del punteggio complessivo, con una soglia d’accesso fissata a 20.000 euro, oltre la quale si è esclusi dalla misura:
- 60 punti (il valore massimo sul reddito) per le attestazioni ISEE inferiori a 10.000 euro;
- 45 punti per la fascia tra 10.000 e 15.000 euro;
- 25 punti per chi si attesta tra 15.000 e 20.000 euro.
Ai punti legati alla situazione patrimoniale si aggiungeranno successivamente bonus specifici legati alla mobilità quotidiana:
- Percorrenza casa-lavoro/studio: 20 punti per tragitti superiori a 30 km, 10 punti per distanze oltre i 10 km e 5 punti per spostamenti inferiori;
- Assenza di auto di proprietà: 10 punti extra riconosciuti ai nuclei privi di vetture private;
- Fidelizzazione ai mezzi pubblici: 10 punti assegnati a chi possiede già, o ha utilizzato di recente, un abbonamento al trasporto pubblico.
Il meccanismo di attribuzione dei punteggi riserva automaticamente il tetto massimo dei 100 punti a determinati profili di fragilità sociale e sanitaria, come caregiver familiari, persone con disabilità e pazienti che si sottopongono a cure mediche continuative con necessità di frequenti trasferimenti. Per tutti gli altri richiedenti, il punteggio determinerà le reali chance di accesso alla misura: chi non raggiungerà la sbarra minima dei 35 punti, pur risultando idoneo in graduatoria, rischia concretamente di rimanere escluso dall’erogazione per esaurimento risorse. Ma quali saranno concretamente i benefici?
La cifra accreditata sul portafoglio digitale, in attesa della definizione finale del prossimo marzo 2027, sarà progressiva e direttamente proporzionale alla priorità calcolata dal sistema:
- Da 35 a 54 punti: buono da 100 euro;
- Da 55 a 79 punti: buono da 200 euro;
- Da 80 a 100 punti: sussidio massimo di 400 euro.
