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Pensioni, scattano i controlli sui redditi: date e trattenute in arrivo dall’Inps

L’Inps avvia la fase di verifica dei requisiti reddituali per i pensionati: per chi ha superato i limiti di legge sono in arrivo decurtazioni direttamente sul cedolino

Pensioni

Il piano di risanamento crediti dell’Inps entra nel vivo. Ci sono state le prime decurtazioni del 5% che hanno portato ad “alleggerire” circa 50mila cedolini, e ora l’Istituto previdenziale si prepara a recuperare il resto delle somme erogate in eccedenza. L’operazione arriva in seguito ai controlli incrociati sui modelli fiscali, che hanno portato alla scoperta di versamenti superiori alla soglia consentita in alcune prestazione erogate nell’anno 2024.

In particolare, le verifiche si sono concentrate sulle prestazioni legate al reddito, come la quattordicesima mensilità e i trattamenti di reversibilità. Per accertare che le cifre erogate fossero congrue, sono stati confrontati i dati trasmessi da Agenzia delle Entrate aggiornati al 18 novembre 2025 e i registri del Casellario centrale dei pensionati relativi agli anni 2023 e 2024.

Per quanto concerne i recuperi, gli avvisi ufficiali partiranno entro il 31 dicembre 2026. Per quanto riguarda la quattordicesima, i primi recuperi inizieranno con il cedolino di dicembre 2026, mentre per i prelievi legati al superamento dei tetti di cumulabilità scatteranno con il nuovo anno, a partire da gennaio 2027.

Per evitare che il prelievo metta a rischio la stabilità economica del pensionato, l’Inps ha strutturato un programma nel rispetto dei limiti di legge:

  • la trattenuta mensile non potrà mai eccedere il 20% dell’importo totale della pensione;
  • i prelievi non potranno in nessun caso far scendere l’assegno al di sotto della soglia della pensione minima;
  • per alleggerire l’impatto sui cedolini, il debito complessivo può essere dilazionato fino a un tetto massimo di 60 rate mensili.

Nel caso in cui l’assegno previdenziale sia troppo basso per sostenere la rata di rimborso, l’Inps potrà rivalersi su altri trattamenti pensionistici diretti della Gestione pubblica e rivolti alla medesima persona. Se i trattamenti non fossero comunque sufficienti, il pensionato dovrà saldare esternamente tramite bollettino pagabile pagoPa.

In ogni caso, l’importo da pagare sarà comunicato da Inps attraverso canali ufficiali e tracciabili. Con esso ci sarà anche il piano di recupero. La notifica arriverà via PEC per chi dispone di posta elettronica certificata, altrimenti via raccomandata.

La comunicazione dell’Inps può comunque essere contestata. Dopo la ricezione, si hanno 30 giorni di tempo per opporsi e presentare la documentazione reddituale correttiva. In questo modo viene fatto un ricalcolo e, nel caso, si rettificano i dati.

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