Le abitudini di guida degli italiani si preparano a una profonda trasformazione. Il percorso della riforma stradale ha compiuto un passo ufficiale con il via libera del Consiglio dei ministri al testo preliminare, avvenuto lo scorso 13 ottobre. Il nuovo Codice della Strada non entrerà in vigore prima del 2028, tuttavia possiamo esaminare le novità alle quali dovranno adeguarsi gli automobilisti.
Fra i vari cambiamenti che verranno portati dal nuovo codice, troviamo anche alcune modifiche che riguardano le principali manovre al volante, ma anche novità che riguardano specifiche categorie di veicoli e modifiche alla guida.
Comportamento alle rotatorie
Ad esempio, il dilemma della precedenza all’interno delle rotatorie, che per anni ha diviso gli automobilisti italiani tra soluzioni “all’italiana” e “alla francese”, si avvia finalmente verso una risposta definitiva. La bozza del nuovo Codice della strada introduce un principio chiaro e uniforme: salvo indicazioni differenti della segnaletica, chi sta già percorrendo la rotonda ha sempre la precedenza rispetto a chi si immette dai bracci laterali. Dunque prevale il modello francese.
Caselli autostradali
Novità importanti riguardano anche la gestione delle emergenze in autostrada, in particolare ai caselli. Sebbene rimanga il totale divieto di inversione di marcia e retromarcia su carreggiate, svincoli e corsie d’emergenza, l’articolo 54, comma 8, introduce una deroga specifica.
In caso di avaria delle barriere o dei sistemi di pagamento elettronico, gli automobilisti saranno autorizzati a fare retromarcia nelle piste per potersi spostare verso un altro varco funzionante.
Manutenzione e richiami
Il testo introduce inoltre un forte giro di vite sulla manutenzione e sulla sicurezza dei veicoli. La svolta più radicale riguarda i richiami di fabbrica: se per adesso la presentazione in officina in caso di richiami non è considerato un obbligo, con le nuove norme verrà fatto valere il Decreto Direttoriale 589 del 2025, che stabilisce il divieto assoluto di circolazione per tutti i mezzi che risultano iscritti da oltre 24 mesi nel registro telematico dei richiami senza aver mai effettuato l’intervento di riparazione previsto.
Modifiche ai mezzi e guida autonoma
Stessa linea di fermezza per il fenomeno del “tuning” e delle modifiche strutturali, con un focus mirato sulle minicar. Per contrastare la manomissione dei quadricicli leggeri, le nuove norme vietano qualsiasi alterazione delle caratteristiche di omologazione. Chi modifica i parametri essenziali del veicolo rischia il fermo amministrativo e il divieto di circolazione per 30 giorni.
Passando alla guida autonoma, la fase di transizione e di test su strade aperte al pubblico sarà regolata attraverso criteri stringenti. L’art.87, fondamentale, stabilisce che fino a quando i sistemi di guida autonoma non saranno completamente liberalizzati, a bordo del veicolo dovrà essere sempre fisicamente presente un “controllore” umano in possesso di specifici requisiti.
Biciclette e monopattini
Per quanto riguarda la convivenza con i veicoli a due ruote, la riforma punta a blindare la sicurezza di ciclisti ed e-bike. Viene confermato l’obbligo di mantenere una distanza laterale minima di un metro e mezzo durante il sorpasso, con un’aggiunta cruciale: qualora lo spazio residuo sulla carreggiata non consenta di rispettare questo margine in sicurezza, i conducenti di auto e moto dovranno tassativamente rallentare e adeguare la propria andatura a quella del mezzo non a motore che li precede.
