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Cittadini

Tari, dai redditi alla distanza del cassonetto: tutti i parametri per le agevolazioni fiscali

Entro la fine del mese di novembre e nei primissimi giorni di dicembre, oltre 26 milioni di contribuenti italiani dovranno mettere mano al portafoglio per onorare l’ultima rata della tassa rifiuti

Tari, rivoluzione in atto: ecco cosa cambia con l'introduzione della tariffa puntuale sui rifiuti

Tari, il conto alla rovescia è iniziato. Entro la fine del mese di novembre e nei primissimi giorni di dicembre, oltre 26 milioni di contribuenti italiani dovranno mettere mano al portafoglio per onorare l’ultima rata della Tari, la tassa rifiuti. A fronte della scadenza obbligata, i cittadini hanno però la possibilità di verificare le delibere dei singoli enti locali e di beneficiare così di specifiche agevolazioni. La gestione del tributo è infatti fortemente decentralizzata e spetta ai Comuni inserire nei propri regolamenti le riduzioni tariffarie, come gli sconti legati ai livelli di reddito o a particolari condizioni del nucleo familiare.L’impianto della tassa risponde a criteri ben definiti. Il tributo è dovuto per qualsiasi immobile suscettibile di produrre rifiuti. Sulle utenze domestiche il prelievo è composto in particolare da due voci: la quota fissa, determinata per legge sulla base della superficie calpestabile dei locali e delle relative pertinenze (come box auto e cantine), e la quota variabile, calcolata unicamente in base al numero di persone che compongono il nucleo familiare. Il pagamento spetta a chi occupa concretamente l’immobile, che si tratti del proprietario o dell’inquilino, con la possibilità di ottenere un alleggerimento nel caso in cui il numero dei residenti diminuisca.Da tenere particolarmente d’occhio sono poi gli sconti legati all’abitazione principale, affidati alla discrezionalità delle amministrazioni comunali. In questo ambito, infatti, i singoli enti locali godono di ampi margini di manovra. Alcuni di essi, scelgono di azzerare del tutto il tributo per i nuclei economicamente più deboli o per gli anziani che vivono soli, così come viene riconosciuta l’esenzione totale per le case completamente sfitte, prive di arredi e con utenze non attive. Per accedere a queste tutele è indispensabile inoltrare un’apposita istanza all’ufficio tributi, tenendo conto che, invece, le seconde case e le case vacanza restano totalmente escluse da ogni forma di sconto.Forti tutele sono inoltre previste per chi vive in zone disagiate o non coperte dal servizio di raccolta domiciliare. Se il cassonetto è lontano, minore è l’imposta da versare, previa presentazione di una domanda documentata. Quando il sistema “porta a porta” è assente e i cittadini sono costretti a raggiungere bidoni situati a grande distanza, difatti, la legge stabilisce che la tariffa non possa superare il 40% di quella ordinaria. Chi deve percorrere lunghi tragitti per conferire i rifiuti ha dunque diritto a uno sconto minimo del 60% sul bollettino. Spetta tuttavia ai singoli regolamenti comunali stabilire i criteri operativi e indicare la soglia metrica oltre la quale scatta il beneficio.Un ulteriore canale di risparmio è rappresentato dal compostaggio domestico. Chi sceglie di trattare in autonomia i propri rifiuti organici mediante una compostiera può infatti beneficiare di una decurtazione della tassa che arriva fino al 30 percento. Le scadenze per la presentazione delle richieste variano da Comune a Comune, concentrandosi generalmente nei primi mesi dell’anno o comunque entro il mese di giugno. Dato che quasi tutte queste riduzioni scattano a partire dall’annualità successiva, agire in questa fase dell’anno è la mossa chiave per alleggerire il carico fiscale dei prossimi mesi.

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