Il commento Quegli incroci pericolosi col passato

Per la serie facciamoci del male, ecco che Claudio Ranieri rimette piedi a Torino e guarda la Juventus dall’alto in basso. Per la stessa serie ecco che Giampaolo Montali, chiamato a Torino per motivare il gruppo e raggrumare la “squadra”, licenziato senza “motivo” da Jean Claude Blanc, andrà a stringergli la mano, sempre dall’alto in basso, come dice la classifica. Per concludere la commediola all’italiana ecco Antonio Candreva, tifoso giallorosso, che di colpo si ritrova a giocare con la Juventus proprio contro la sua “maggica” e annuncia che esulterà in caso di gol.
Sono queste le storie che accompagnano la partita che un tempo significava molto, quasi tutto, e che oggi rappresenta un posto in terza fila nel teatrino calcistico nostrano.
Ciro Ferrara è un uomo solo al comando però virtuale. Gode della massima sfiducia, sì proprio così, del popolo juventino che lo avrebbe già fatto fuori, stando ai risultati di sondaggi, referendum e votazioni via sms. Ma la nuova triade gli ha garantito il posto di lavoro, non accadrà nulla, anche in caso di sconfitta. Ferrara ha ricevuto la visita apostolica di Marcello Lippi, il pellegrino azzurro che benedice i fedeli ma non tutti. Si dovrebbe dedurre che il passaggio di Lippi a Vinovo abbia portato fede, cioè fiducia, e speranza, sulla carità meglio stendere un velo pietoso. La Juventus stasera non può sbagliare ancora, sarebbero otto le sconfitte, avvicinandosi al “record” più recente, quello di Trapattoni nel campionato 1992-93 con dieci batoste e quarto posto in classifica, quando il quarto posto non portava a giocare la Champions (e la stessa cosa accadde con Gigi Maifredi). Per evitare ulteriori guai ecco che Ferrara butta subito in mischia il ragazzo Candreva e ringrazia l’Algeria che ha eliminato il Mali e ha restituito Sissoko in tempo utile e di emergenza.
Dopo aver chiuso l’ultima penosa partita a Verona contro il Chievo con l’inedita e multimilionaria coppia d’attacco formata da Paolucci e Immobile, adesso è l’ora di Amauri e Del Piero o Diego, con uguali perplessità e risatine nascoste, considerati i numeri che accompagnano questi signoroni del calcio. Si deduce che a Torino non sanno più a che santo votarsi, al punto che stanno chiedendo aiuti e consigli in giro per il mondo. Ranieri aspetta e spera ma è preoccupato dall’assenza di Felipe Melo che sarebbe stato l’uomo in più, per la Roma. Ma come? All’andata Melo segnò un gol alla Gerrard all’Olimpico di Roma e io lo maltratto? In verità Felipao si è maltrattato da solo, maltrattando palloni, sodali di squadra e allenatori ma oggi non gioca per squalifica e qualcuno capirà che senza di lui la Juventus può esistere e resistere. Intriga di più il ritorno di Totti, augurandomi che tale sia anche per la nazionale. Questo blocco juventino mette paura ai tifosi italiani ma se al posto dei brasiliani e delle vecchie glorie mettete De Rossi, Totti, Borriello e Pirlo, vedrete come cambierà l’aria. E il “progetto”.
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