Al Comune di Palermo l'assenteismo resiste alla terapia Brunetta

L'amministrazione del capoluogo siciliano ha reso noti i dati dell'operatività degli uffici. Risultato: le assenze sono diminuite dell'11 per cento, contro il 30 per cento della media nazionale

La cura Brunetta anti-fannulloni non varca lo Stretto. O meglio, non varca la soglia di Palazzo delle Aquile, storica sede del Comune di Palermo. Già, perché in quel fortino, l'assenteismo ancora resiste eccome, quasi un ultimo baluardo. E così a fronte della media nazionale della diminuzione delle assenze, che si attesta intorno al 30 per cento, brilla la controtendenza di Palermo, che negli ultimi quatro mesi del 2008 ha fatto registrare un calo, sì, ma appena dell'11 per cento. Molto meno dei colleghi del resto d'Italia e anche di quelli del vicino Palazzo dei Normanni, la sede del parlamento regionale, dove il calo delle assenze è stato in linea con quello nazionale.
I dati relativi all'ultimo quadrimestre del 2008, così come previsto dalla legge Brunetta in nome della trasparenza, sono stati resi noti qualche giorno fa. Al "top" per quantità di assenze si piazzano i dipendenti che lavorano nell'ufficio Fitti passivi, che hanno toccato il record del 32 per cento di assenze. Ben piazzati anche i dipendenti che lavorano all'ufficio di staff della Ragioneria generale, che hanno disertato il 30,8 per cento delle ore lavorative. Al primo posto invece per diligenza e senso del dovere si sono piazzate le insegnanti delle scuole materne e degli asili nido comunali, che si sono assentate appena per il 7,7.
Globalmente, gli oltre 6mila dipendenti di Palermo hanno fatto più assenze rispetto ai loro colleghi statali: 57 giornate lavorative perdute contro le 50 degli impiegati di ministeri e prefetture.

Commenti

Commenta anche tu
Grazie per il tuo commento