Comunicare con il resto del mondo

Multilinguismo e multiculturalità. Un binomio del quale è oggi impossibile fare a meno, perché il fenomeno della globalizzazione ha portato alla nascita di società aperte e multietniche, sempre più variegate e complesse, dove occorrono professionisti non solo di lingue, ma figure professionali capaci di muoversi in più ambiti culturali e di fondere e interpretare il complesso universo delle civiltà che si incontrano. In un contesto sociale plurimo e sempre più articolato e fusionale, nasce appunto la figura del mediatore linguistico.
«Una figura professionale innovativa, ricercata e di successo, capace di mediare non solo tra le diverse lingue, ma anche tra le diverse culture e i diversi usi e costumi dei popoli - spiega Paolo Proietti, direttore didattico della Scuola Superiore per mediatori linguistici Carlo Bo, con sedi a Milano, Roma, Bologna, Firenze e Bari, una delle più articolate e specialistiche realtà di formazione linguistica del nostro Paese - perché possiede una solida e specifica conoscenza della terminologia utilizzata, una vasta e profonda esperienza di traduzione tecnica e il know how necessario affinché i concetti giungano nella lingua e nel sapere d’arrivo. Il mediatore linguistico che il nostro istituto prepara è un soggetto in grado di rispondere alle mutazioni linguistiche e culturali in atto, in un mondo dove intere masse di uomini si spostano e si fondono e dove popoli e culture vengono spinte, dai nuovi equilibri commerciali e industriali e dalle nuove tensioni etniche e religiose in atto, a serrati confronti e collimamenti, che necessitano di un substrato di conoscenze profonde e sostanziali e di nuove figure, appunto, ben più complesse e formate che nel passato».
Un percorso altamente specialistico e articolato, stimolante e ricco di studi e di approfondimenti? «Il mediatore linguistico, figura emergente nel panorama occupazionale - continua Proietti - si distingue sia dal traduttore, perché non tratta solo la traduzione del testo scritto - pur contemplandola nella propria attività - sia dall’interprete, perché si avvale dell’utilizzo tecnico delle apparecchiature strumentali necessarie per l’interpretazione congressuale, pur essendo in grado di gestire la traduzione orale in gruppi più ristretti di persone con le tecniche dell’interpretazione consecutiva, della trattativa e dello chuchotage. La preparazione del mediatore linguistico è dunque bilanciata e unisce aspetti più prettamente teorici a cognizioni tecniche e linguistiche».
Lo chuchotage è un tipo di interpretazione simile alla simultanea ma senza l’ausilio di microfoni o cabine. Viene solitamente utilizzato quando una o due persone parlano una lingua diversa da quella dei partecipanti all’incontro. L’interprete di chuchotage, fisicamente a fianco di chi ha bisogno del supporto linguistico in una data situazione, sussurra all’orecchio la traduzione in simultanea. Questa viene effettuata, per esempio, con un ospite straniero in un talk show televisivo, in una trattativa d’affari o in un incontro politico-diplomatico.
Una storia complessa quella della Ssml Carlo Bo. È nata nel 1951 a Milano come Scuola superiore per interpreti e traduttori (Ssit), grazie all’intuizione di Silvio F. Baridon e Carlo Bo, che hanno intravisto nell’insegnamento delle lingue straniere, lo strumento attraverso il quale far comunicare l’Italia con il resto del mondo. Nel 1955 la Ssit ha consolidato il proprio assetto con la struttura istituzionale di Fondazione che, nel 1958, è stata eretta in ente morale. Nel 1968 ha promosso e realizzato la fondazione di un istituto universitario che, partendo dalla base fondamentale delle lingue straniere, è diventata, negli anni, la Libera università di lingue e comunicazione Iulm. «Grazie all’attività negli anni della Ssit - conclude Proietti - l’insegnamento delle lingue straniere, oggi, non è più considerato complementare, ma rappresenta un valore aggiunto che deve formare l’uomo e renderlo capace di entrare in un mondo che, nel Terzo millennio, si è trasformato in un sistema globale, all’interno del quale non esistono più confini o distanze insuperabili. Oggi l’antesignano Ssit ha lanciato la sfida della mediazione linguistica ed è diventata la Scuola superiore per mediatori linguistici Carlo Bo, che rilascia un titolo equipollente al diploma di laurea triennale in Scienze della mediazione linguistica».

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