Per Contrada un calvario che dura da 19 anni La Corte d'appello: "Il processo va rivisto"

Un'odissea che dura da diciannove anni. La Corte ha ammesso la revisione del processo in cui l'ex Sisde è stato condannato a dieci anni di reclusione per
concorso esterno all’associazione mafiosa. Il processo di
revisione inizierà l’8 novembre davanti alla Corte di Caltanissetta<br />

Caltanissetta - Assolto nel 2001. Verdetto annullato dalla Cassazione. Quindi condannato a dieci anni di carcere nel 2006. E oggi la Corte d'appello chiede la revisione della pena. E' l'odissea a cui è sottoposto, da quasi vent'anni, Bruno Contrada. Questa mattina la Corte d’appello di Caltanissetta ha, infatti, ammesso la revisione del processo in cui il 79enne ex funzionario del Sisde è stato condannato a dieci anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza emessa il 5 aprile del 1996 dal tribunale di Palermo è diventata esecutiva, con provvedimento della Cassazione, il 10 maggio del 2007. Ora, però, Contrada dovrà ricominciare tutto da capo: il processo di revisione comincerà il prossimo 8 novembre davanti alla Corte d’appello di Caltanissetta.

Contrada era entrato in polizia nel 1958, è diventato investigatore di punta dell’antimafia, a più riprese è stato capo della squadra mobile di Palermo negli anni Settanta, poi dirigente della Criminalpol, capo di gabinetto dell’Alto commissariato antimafia e, infine, "numero tre" del Sisde. Dopo l’arresto, alla vigilia del Natale 1992, ha scontato 31 mesi e sette giorni di carcerazione preventiva. Era accusato da "pentiti" di passare informazioni a Cosa nostra e di avere consentito la fuga di pericolosi latitanti, come il boss dei boss Totò Riina, ricevendo la "copertura" di non identificati vertici istituzionali. Uno dei primi ad accusarlo fu Gaspare Mutolo, del quale Contrada ricorderà di averlo più volte arrestato e sosterrà che la sua è una vendetta. Ma ci sono anche Tommaso Buscetta, Salvatore Cancemi e Giuseppe Marchese. Contrada è stato assolto nel primo processo d’appello, il 4 maggio 2001, dopo la condanna a dieci anni inflittagli in primo grado il 5 aprile 1996. Poi è la Cassazione, il 12 dicembre 2002, ad annullare il verdetto assolutorio e a disporre un nuovo processo. Arriverà quindi la condanna a 10 anni di reclusione, il 25 febbraio 2006, che nel maggio del 2007 la Cassazione rende definitiva. Ora il nuovo passaggio di una vicenda giudiziaria che dura da 19 anni. 

Nonostante tutto Contrada è pronto a combattere ancora. "Mi ha detto di essere frastornato per una notizia che sembrava impossibile", ha detto all’Adnkronos il legale Giuseppe Lipera. "Il tempo per me stringe e anche la salute scarseggia, ma la speranza è l’ultima a morire", avrebbe detto Contrada al suo avvocato.L'odissea, dunque, può andare avanti.