Costanzo-Proietti: è iniziata la guerra dei comitati

Da battaglia tra mattatori si è trasformata in pochi giorni in guerra di comitati. Il «pasticciaccio» di via Merulana per il controllo artistico del teatro Brancaccio è divenuto l’argomento principale nei dibattiti tra addetti lavori e affezionati frequentatori della sala dell’Esquilino. Costanzo ha confermato la nascita di un comitato di amici del Brancaccio cui hanno aderito - per difendere la posizione del celebre giornalista - Aurelio De Laurentiis e Christian De Sica. Un comitato, questo, nato per iniziativa dell’associazione «Voglia di Teatro», promossa proprio da Costanzo qualche tempo fa. È un’associazione che raccoglie ormai una parte rilevante di teatri della penisola (dal Massimo di Palermo al Nuovo di Milano, dall’Augusteo di Napoli al Verdi di Firenze, per citarne alcuni, oltre ai tre romani: Brancaccio, Sala Umberto e Parioli) e crea un circuito che ospita senza produrre e automaticamente finirà per avere la sua influenza sulla vita teatrale italiana. Proietti, però, ricorda che il comitato che lo sostiene è «nato spontaneamente ed è formato da quanti hanno parlato nei giorni scorsi (da Michele Placido a Marisa Laurito, da Leo Gullotta a Lino Banfi, con un sostegno bipartisan da Walter Veltroni a Elisabetta Gardini) e, soprattutto, da migliaia di romani, di normali spettatori». Naturalmente lo scontro avviene anche su discorsi più concreti: le compagnie, la stagione, i teatri, proprio oggi che l’Agis ha reso noti i dati della scorsa stagione, che vede primo in Italia per biglietti venduti il Sistina (il cui direttore ha detto che il teatro è sempre pronto a ospitare Proietti) e il Brancaccio che è arrivato ad essere quarto, sempre su scala nazionale. E naturalmente è stato fatto subito anche il paragone col Parioli, gestito da Maurizio Costanzo, che, con poco meno della metà dei posti del Brancaccio, ha circa un quarto degli spettatori (552 posti contro 1.343 e 52mila spettatori contro 195mila). Ieri Costanzo ha visto alcuni rappresentanti delle compagnie che figurano nel prossimo cartellone della sala di via Merulana, proprio per confermare la loro presenza nella prossima stagione del Brancaccio.
Proietti, intanto, sta meditando se non sia meglio abbandonare il campo.

Lo ha confessato ieri durante un’intervista al quotidiano on line dell’associazione Articolo 21: «Una vicenda dolorosa. Una delusione profonda. Sto pensando se mi convenga mollare. E fare solo alcuni spettacoli da qualche parte. Queste cose ucciderebbero un toro».

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