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Cronaca giudiziaria

Assolti Lucarelli e Apolloni: “La ragazza poteva dire no ai calciatori”

È così che la Corte d’Appello di Milano spiega perché ha assolto tutti e cinque giovani

Accoltellatore condannato a 20 anni. Lesioni permanenti, ma lo abbraccia

Una condotta «moralmente discutibile», ma nessuna prova di stupro. Nessuna costrizione evidente e nessuna certezza della responsabilità dei due imputati. È uno dei passaggi delle motivazioni con cui i giudici della Corte d’appello di Milano lo scorso aprile hanno assolto - ribaltando la sentenza di primo grado - Mattia Lucarelli, figlio dell’ex attaccante del Livorno, Cristiano, e l’amico Federico Apolloni, dall’accusa di violenza sessuale su una studentessa californiana di 24 anni. I fatti sono avvenuti nella notte tra il 26 e il 27 marzo del 2022 a casa di Lucarelli. Una serata caratterizzata dal «comune proposito sessuale» e un «clima di eccitazione collettiva». Per i giudici resta «un’ipotesi fragile e non adeguatamente corroborata» che Lucarelli jr e Apolloni abbiano esercitato «una pressione subdola» e approfittato di una «minorata capacità di resistenza» della giovane americana, alterata dall’alcol ma non al punto da essere obnubilata, che li ha denunciati facendoli finire prima ai domiciliari e poi sul banco degli imputati con altri ragazzi per violenza sessuale di gruppo.

È così che la Corte d’Appello di Milano spiega perché ha assolto tutti e cinque giovani con la formula «perché il fatto non sussiste», non essendo stata raggiunta la prova «oltre ogni ragionevole dubbio» della loro responsabilità. In primo grado gli imputati erano stati condannati a pene fra i 3 anni e 7 mesi e i 2 anni e i 5 mesi. Poi l’assoluzione. Sulla decisione ha pesato il fatto che «una volta esclusa la sussistenza di una condotta costrittiva, e non essendo stata raggiunta la prova di uno stato di incapacità della persona offesa né di una concreta attività induttiva idonea a viziarne il consenso», è venuto meno uno degli elementi essenziali della ricostruzione accusatoria. In sostanza, si evince dalle motivazioni, la ragazza poteva manifestare il suo dissenso, come è accaduto durante la nottata con un altro dei ragazzi che l’aveva approcciata. La giovane «era in grado di selezionare le condotte desiderate da quelle non desiderate e di manifestare in modo chiaro il proprio dissenso rispetto alle seconde».

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