Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:44
Cronaca giudiziaria

“Cappa da sempre estranee. La nuova inchiesta? Curiosa...”

Parla l’avvocato delle gemelle Cappa Valeria Francesca Mettica: “Stefania Cappa, subito dopo l’omicidio, ha subito un pesante stalking durato anni”

Avvocato Valeria Francesca Mettica, nell’avviso di conclusione indagini Rosa Maria Poggi è indicata come parte offesa nel procedimento contro Andrea Sempio. È stata una scelta della zia di Chiara?

«È stata la Procura di Pavia a indicare la mia assistita come parte offesa, come familiare della vittima: questo status dipende dalle norme, non da una scelta processuale del singolo. Noi ci siamo costituiti in atti già il 7 maggio scorso, quando abbiamo fatto copia integrale degli atti di indagine a seguito del primo avviso di conclusione».

Vi costituirete parte civile nel nuovo procedimento?

«È ancora prematuro: attendiamo intanto di conoscere le determinazioni della Procura in ordine all’effettivo esercizio dell’azione penale. Decideremo qualora la Procura chiederà il rinvio a giudizio».

Cosa pensate della nuova indagine?

«Gli esiti delle indagini integrative non mi sembrano spostare il fuoco dell’inchiesta per come era stata conclusa a maggio. Che Sempio fosse ritenuto responsabile dalla procura che si apprestava a notificare un nuovo avviso di conclusione delle indagini era ampiamente prevedibile. Già i pm avevano indicato nello scorso comunicato stampa i temi che intendevano approfondire».

Che cosa ne pensa delle notizie che riguardano Luciano Garofano, ex generale dei carabinieri e nel 2007 comandante del Ris di Parma, sulle accuse di avere falsificato prove?

«Sono accuse gravissime che preferisco non commentare senza aver prima aver esaminato i nuovi atti depositati».

Da indiscrezioni parrebbe che gli atti integrativi arrivino dai consulenti della difesa del condannato Alberto Stasi. Cosa ne pensa?

«Lo troverei curioso come modus operandi, ma preferisco attendere di avere le carte in mano prima di esprimere valutazioni in merito».

Non avete mai parlato con la stampa fino a questo momento, come mai decidete di farlo ora?

«La famiglia Cappa ha preferito non comunicare con i giornalisti, se non in conseguenza di fatti particolarmente gravi. Questa continua a essere la linea che intendiamo perseguire, nel pieno rispetto del lavoro della Procura e dell’indagine, e non certo - come viene insinuato - per paura di un coinvolgimento».

Sono stati moltissimi gli articoli di stampa e i servizi tv che hanno parlato di Stefania e Paola Cappa in relazione all’omicidio, e infatti insieme ai colleghi Antonio Marino e Gabriele Casartelli, vi state occupando di molte querele per diffamazione.

«Dalla disamina degli atti, è chiarissimo che l’estraneità delle sorelle Cappa fosse palese agli inquirenti già dopo il dragaggio del canale di Tromello, quando spengono le intercettazioni che le riguardano. La preoccupazione che traspare dalle intercettazioni (coperte da segreto e illegalmente fatte filtrare) era semmai correlata all’onda mediatica del caso, ingigantita dai social, che ha travolto la famiglia. Voglio peraltro ricordare che Stefania Cappa, subito dopo l’omicidio, ha subito un pesante stalking durato anni proprio perché l’autore era suggestionato dai media: non è difficile immaginare che temesse di rivivere l’incubo».