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Cronaca giudiziaria

“Complimenti per lo show”, “Lei è scorretta”: scintille in studio tra i legali di Stasi e Garofano

Dopo il comunicato della procura di Pavia esplode la polemica tra le parti in causa: si preannuncia un autunno caldissimo per il caso di Garlasco

Garofano Bocellari

Il caso di Garlasco torna prepotentemente alla ribalta all’indomani di una svolta clamorosa: la chiusura delle indagini della procura di Pavia su Andrea Sempio, contro il quale c’è ora un quadro indiziario solido. Un colpo di scena che di fatto riscrive la storia del giallo di via Pascoli, allontanando dalla scena del crimine Alberto Stasi, al momento l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.

Il comunicato della Procura ha di fatto scatenato un’ondata di reazioni dalle parti in causa, generando un inevitabile dibattito davanti alle telecamere, anche se la vera partita si dovrà presumibilmente giocare in un’aula di tribunale. Un acceso confronto si è consumato in diretta tv su Rai 3, durante l’ultima puntata de Lo Stato delle Cose: nello studio di Massimo Giletti è andato in scena un duro faccia a faccia che ha visto contrapposti gli avvocati di Stasi, Antonio De Rensis e Giada Bocellari, e il generale Luciano Garofano, ex comandante dei Ris di Parma. Al centro del dibattito, il reperto chiave che all’epoca blindò l’accusa: il Dna rinvenuto sui pedali della bicicletta di Stasi.

A infiammare lo studio sono state le pesantissime conclusioni messe nero su bianco dalla Procura di Pavia. La nota dei magistrati non solo ha certificato la totale assenza di tracce genetiche della vittima sui pedali della bici, ma ha lanciato una pesante accusa: i Ris avrebbero nascosto i risultati delle controanalisi datate 2007. Secondo la Procura, vi furono ben due accertamenti con esito negativo che non vennero mai comunicati al pubblico ministero di allora, e i cui dati grezzi sono stati formalmente trasmessi dal Ris solo a novembre dello scorso anno.

La difesa dell’ex generale

Chiamato in causa visto il suo ruolo all’epoca, Garofano, il quale assunse successivamente il ruolo di consulente di parte di Andrea Sempio, ha espresso il proprio disappunto per la bufera mediatica che si è scatenata dopo la diffusione del comunicato. “Ritengo vergognosa, indegna, ignobile, oltre che fortemente offensiva, la strumentalizzazione che si sta facendo sul comunicato della procura della Repubblica che riguarda le analisi di quei pedali”, ha dichiarato l’ex generale dell’Arma, “il Ris non ha omesso, non ha nascosto, non ha depistato. Il Ris non aveva alcun interesse se non riferire quello che proveniva dalle analisi scientifiche”.

“Il profilo di Chiara su quei pedali c’era e nessuno lo può cancellare”, ha aggiunto, “dal contenuto del comunicato stampa della Procura è emerso che ci sono dei profili negativi, che non sono stati trovati nel vecchio fascicolo del 2007, ma che il Ris a novembre 2025 ha consegnato alla Procura. Io credo ciecamente nei miei collaboratori di allora e non penso assolutamente che possano aver nascosto qualsiasi elemento, anche negativo”. “Se il Ris ha consegnato a novembre anche i dati grezzi negativi, significa che in maniera trasparente è stato consegnato e fatto tutto quello che c’era da fare”. “I risultati negativi di altre due analisi non cancellano quelli positivi. Non sappiamo quei dati grezzi da dove provengano”, ha proseguito, “la strumentalizzazione fatta oggi ha trasferito nell’opinione pubblica che noi saremmo dei disonesti ed è gravissimo. Non è così. Tutte le analisi sono state fatte nel contraddittorio”.

“Io come comandante dei Ris venivo informato di tutto. Non ho memoria se mi sia stato mostrato il risultato negativo. Trattavamo moltissimi omicidi, io verificavo il lavoro fatto da altri, molto probabilmente li ho visti ma non ricordo che ci sia stato un momento in cui questo dato negativo andava a negare la positività del dato positivo. Se il dato fosse stato in discussione l’avremmo riferito. Dobbiamo capire quel risultato negativo da quale campione specifico proviene e quando effettivamente è stato fatto”, ha precisato ancora Garofano.

Il botta e risposta tra De Rensis e Garofano

Queste dichiarazioni hanno generato la pronta reazione di Antonio De Rensis, il quale ci ha tenuto a fare delle precisazioni a quanto detto dall’ex consulente di Sempio. “Il generale non ha consegnato niente a nessuno. Questo è stato consegnato dall’attuale comandante dei Ris, per la prima volta, alla Procura della Repubblica di Pavia”, puntualizza il legale di Stasi, “quando parliamo di Ris, non parliamo di singoli. Quando parliamo di singoli, non parliamo dei Ris!”. “La firma strumentale di quell’esame è tale ‘Port’. Ho sentito dire che potrebbe essere Portera, ma figuriamoci, fa l’opinionista in TV, figurati se può aver fatto quegli esami”, aggiunge l’avvocato, che poi entra più nel dettaglio. “Il 19 appare questo dato fortissimo, 2,78 nanogrammi per microlitro, un dato altissimo, il giorno 20 le analisi erano totalmente negative. Il consulente del pubblico ministero ha il dovere di andare dal pm e dire: il 19 è emerso questo, il 20 quest’altro, che facciamo? Questo non è stato fatto”.

I dubbi di De Rensis su tutta la vicenda restano forti: “Lui come comandante ha la responsabilità di tutto ciò che fanno i suoi uomini, io voglio sapere chi è questo ‘Port’ del 19 settembre, che non è Marino, che era il consulente del pm e che avrebbe dovuto fare proprio lui queste analisi. Io credo che la procura sappia esattamente chi è questo ‘Port’”.

Chiamato a replicare, Garofano ha affondato: “Mi dispiace molto che l’avvocato De Rensis abbia questi toni così teatrali e poco vicini alla realtà dei fatti. Non c’è stata alcuna omissione, non abbiamo nascosto nulla”. “Quando l’avvocato dice che il comandante attuale del Ris ha consegnato a novembre dello scorso anno, è ovvio, io non ero il comandante, ma siccome oggi vengo identificato come il capro espiatorio mi sembra giusto che io dica le cose come stanno”. “Mi è piaciuta la performance di De Rensis”, affonda Garofano, “io posso solamente confermare ancora una volta l’onestà e la scrupolosità dei miei collaboratori di allora”. “La ringrazio per i complimenti”, replica con tono tagliente l’avvocato, “non è nulla a confronto di ciò che arriverà, ci sarà molto di peggio, glielo garantisco”.

“Su Port non posso dire nulla”, ha ammesso, ipotizzando che la controparte possa aver preso visione di documenti a lui ancora non noti. Pur ricordando che il noto genetista Giorgio Portera è stato in passato un suo stretto collaboratore, l’ex comandante ha infine ammesso di non ricordare con esattezza se il professionista avesse effettivamente preso parte o meno agli esami sul caso Garlasco nel lontano 2007.

L’ex comandante e lo scontro con l’avvocato Bocellari

Con l’avvocato Giada Bocellari lo scontro si è spostato sulla natura del famoso Dna trovato sui pedali della bicicletta di Stasi, pur essendoci forti dubbi che la stessa fosse quella effettivamente segnalata sul luogo del delitto il giorno dell’omicidio della povera Chiara.

“A me non interessa chi ha consegnato o chi non ha consegnato, la Procura, auspico, accerterà tutte le responsabilità, questo è un fatto di una gravità inaudita”, affonda Bocellari tra gli scroscianti applausi del pubblico in studio, “perché non avevano nessun diritto di scegliere se, cosa, come e quando consegnare le analisi”.

Il dibattito si sposta poi sul Dna e sulla sua reale origine. “Voi avete sostenuto con tutte le vostre forze che quello era sangue, avete smontato i pedali e fatto 15 campionamenti per dimostrare la natura ematica”. Garofano replica piccato: “Lei è scorretta avvocato, è scritto negli atti, se li rilegga, non faccia affermazioni così roboanti, perché lei quell’atto ce l’ha e lo legga, perché noi non abbiamo mai scritto che fosse sangue, ma che lo fosse con elevata probabilità”. “Ma se l’avete sostenuto in tutte le sedi che avete guardato al microscopio e avete visto il leucocita, che poi si è pure scoperto che fosse un fungo”, replica il legale di Stasi, riferendo di una probabile contaminazione successiva dovuta alla proliferazione microbica sviluppatasi sui vetrini dopo il repertamento. Lo scontro tra le parti è solo all’inizio, ma se queste sono le premesse di sicuro questo sarà un autunno caldissimo.

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