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Cronaca giudiziaria

Cosa sono i raw data e perché sono fondamentali per il caso di Garlasco

Il recupero dei dati grezzi ha permesso di ritrovare indagini del Dna che non sono presenti nei fascicoli

Il generale Luciano Garofano arriva per l�?incidente probatorio per l�?omicidio di Garlasco presso la Questura di via Fatebenefratelli, Milano 4 Luglio 2025 ANSA/MATTEO CORNER

Il caso di Garlasco ha portato a conoscenza dell’opinione pubblica una serie di dati ed elementi tecnici sconosciuti ai più. Tra questi ci sono senz’altro i cosiddetti raw data, o dati grezzi, generati automaticamente dalle strumentazioni di laboratorio. Privi di qualunque filtro o sintesi da parte dei periti, questi file costituiscono la scatola nera inalterabile di ogni accertamento tecnico, conservando la cronologia esatta delle operazioni, i segnali di fondo e persino le prove fallite o escluse dalle relazioni ufficiali.

Il loro recupero nel caso dell’omicidio di Garlasco, con la consegna dei file originali da parte del Ris di Parma alla Procura di Pavia a quasi vent’anni di distanza, ha permesso una riesame radicale degli accertamenti del settembre 2007, facendo emergere dettagli cruciali mai entrati negli atti processuali. I file grezzi relativi all’elettroforesi del 20 settembre 2007 mostrano infatti che, all’indomani del primo riscontro positivo, vennero effettuate sul Dna estratto dai pedali della bicicletta di Alberto Stasi due contro-analisi consecutive con esito completamente negativo, i cui risultati non furono mai inviati ai magistrati. Inoltre, il confronto tra le misurazioni ha fatto affiorare un’ulteriore anomalia: la concentrazione di Dna femminile rilevata sui pedali era perfettamente identica a quella trovata sul cucchiaino usato da Chiara Poggi (2,78 ng/µl), una coincidenza che suggerisce una contaminazione accidentale o uno scambio di campioni.

Questi elementi riaprono lo scenario difensivo e poiché la traccia genetica sui pedali ha rappresentato il presupposto del fermo di Stasi e uno dei pilastri della condanna, l’esistenza di test negativi mai allegati incrina la tenuta della prova scientifica. Se da un lato l’allora comandante del Ris, Luciano Garofano, difende la correttezza dell’operato dell’epoca parlando di perizie svolte in trasparenza e confermando le conclusioni raggiunte, dall’altro la vicenda ha innescato nuove conseguenze legali: la Procura guidata da Fabio Napoleone sta vagliando ipotesi di falso o depistaggio, mentre la difesa di Stasi si prepara a fondare su queste scoperte la richiesta di revisione del processo.

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