Arriva finalmente la richiesta di rinvio a giudizio per Mohammad Hannoun, il presidente dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese (ABSPP), accusato di essere uno dei vertici della cupola di Hamas in Italia e di aver contribuito, attraverso una rete di finte associazioni caritatevoli, a finanziare l’organizzazione terroristica palestinese. La Procura di Genova ha chiesto il processo per Hannoun e altre cinque persone, accusate a vario titolo di associazione con finalità di terrorismo e concorso esterno. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 12 novembre davanti alla giudice Carla Pastorini.
Il sistema di raccolta fondi
Al centro dell’inchiesta, coordinata dai pubblici ministeri della Dda Marco Zocco e Luca Monteverde, c’è un sistema di raccolta fondi che, secondo gli investigatori, avrebbe consentito di raccogliere oltre 18 milioni di euro tra il 2001 e il 2025 di cui gran parte è stata destinata, direttamente o indirettamente, ad Hamas. Un flusso di denaro che sarebbe passato attraverso l’ABSPP e altre due associazioni collegate, dietro attività formalmente presentate come iniziative di solidarietà e assistenza alla popolazione palestinese.
Insieme ad Hannoun, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di Riyad Albustanji, Yaser Elasaly e Raed Dawoud, indicati dagli inquirenti come appartenenti alla struttura italiana di Hamas. Nella richiesta figurano anche Khalil Abu Deiah e Ibrahim Salameh Abu Rawwa, accusati di concorso esterno in associazione con finalità di terrorismo: secondo l’accusa, avrebbero sostenuto la raccolta dei finanziamenti pur senza appartenere all’organizzazione. Entrambi erano stati arrestati il 27 dicembre scorso, ma successivamente scarcerati dal Tribunale del Riesame.
Tra gli aspetti più significativi del procedimento figura anche la posizione dello Stato di Israele, indicato nel decreto come parte offesa insieme allo Stato italiano e che potrebbe quindi decidere di costituirsi parte civile.
