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Cronaca giudiziaria

Garlasco, i Poggi in tv: “Se la giustizia ci darà un altro colpevole ne prenderemo atto, non ci intestardiamo. Per noi al momento è Stasi”

A Verissimo, i genitori della vittima hanno parlato della nuova indagine della procura di Pavia che sta riscrivendo la storia del delitto di Garlasco

Poggi in tv

I genitori di Chiara Poggi sono stati ospiti di Silvia Toffanin a Verissimo, dove hanno rimarcato la loro posizione in merito all’omicidio della figlia il 13 agosto 2007. “A noi la giustizia ha dato un colpevole, per noi è Alberto Stasi. Se questa nuova indagine, questa procura ci darà un nuovo colpevole, ne prendiamo atto”, hanno dichiarato commentando la nuova indagine di Pavia, che vede iscritto nel registro degli indagati Andrea Sempio, all’epoca migliore amico di Marco Poggi.

“Noi abbiamo fatto 5 processi, 8 anni di processi, e sono lunghi. Non è che perché una procura fa un’indagine, allora si accende la lampadina e uno cambia idea”, ha detto il padre della vittima. “Per noi è quello. Fino a quando la giustizia non ci darà un altro nome. Se ne darà un altro ne prenderemo atto”, ha aggiunto la madre. I coniugi si sono anche lamentati dell’eccessivo interesse mediatico: “I giornalisti sempre sotto casa, tanto che il Comune ha deciso di chiudere la strada ai non residenti”. La madre della vittima ha proseguito spiegando che “in uno di questi ultimi giorni ho contato sette trasmissioni televisive che parlavano di questo caso. Mio marito segue di più, io meno: non ce la faccio, sono stanca e non posso continuare così”. Sembra, ha aggiunto, “che esista solo Garlasco come notizia, sono stanca”.

Per quanto riguarda il risarcimento, ha aggiunto il padre di Chiara, “c’è conto corrente intestato a tutti e tre, Alberto versa i due quinti di quello che prende andando a lavorare” e i soldi “sono là sul conto”. Dunque, ha concluso, “non sarà un problema restituirli”. Ma sull’ipotesi di incontrare Stasi, il padre di Chiara Poggi al momento è freddo: “Nessuno ce lo ha mai chiesto ma non credo sia il momento di incontrarlo, anche se sconterà la pena da cittadino libero non so se sarò contento di incontrarlo”. Prima del suo arresto, “Alberto Stasi veniva al cimitero con noi a trovare Chiara. Poi con il passare del tempo, quando la procura iniziò a indagare su di lui, interrompemmo i rapporti anche per una questione d’opportunità”.

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