Andrea Sempio e l’ossessione per lo stupro. Nei video, negli scritti e perfino nei sogni. Un mania così profonda da coinvolgere pure la madre Daniela Ferrari. È lo stesso indagato per il delitto di Garlasco ad ammetterlo, in uno dei tanti diari in cui il 39enne annota quotidianamente le sue notti tormentate dalla violenza. L’8 ottobre 2021 di Sempio inizia con il primo pensiero del giorno: “Sognato mia mamma che diceva che mio padre cercava di violentarla”. Una frase isolata in mezzo alle scene ricorrenti delle sue fasi oniriche, come quando “sogna una bionda che usa il taser su di lui, ma lui le salta addosso e le apre la faccia”, scrive di sé in terza persona. O quando “sogna che accoltella” gente, “sogna che stupra”. E ancora quando rivela le sue paure più grandi, come quella di “perdere il controllo” di fronte alla consapevolezza di aver “commesso cose brutte”. Cose indicibili, di cui continua a fare riferimento non solo negli scritti, ma anche nei video-selfie estrapolati dai suoi cellulari e dall’hard disk. “Sai amico mio, tu hai fatto tante cose in vita tua e alcune neanche le possiamo dire”, dice visibilmente ubriaco in un filmato del 2015, depositato insieme agli altri video in cui normalizza stupri e violenze, sulla stessa scia dei post sul forum dei Seduttori italiani dove l’amico di Marco Poggi ha smesso di scrivere nel dicembre 2016, a pochi giorni dalla sua prima iscrizione nel registro degli indagati per l’omicidio. E proprio dal periodo successivo a quell’archiviazione lampo che emerge ora, dal suo cellulare, un enigmatico whatsapp che mamma Daniela aveva scritto al figlio, esternandogli un timore inspiegabile. “Non è che tutto il casino con te sia partito da un’imbeccata data magari per vie traverse da Biasibetti (Alessandro, l’amico della comitiva, ndr) e fatta arrivare ai Giarda?”, domanda la Ferrari in merito alle indagini difensive avviate dagli avvocati di Alberto Stasi, culminate poi nella scoperta del Dna di Sempio sulle unghie di Chiara e nella prima inchiesta contro l’indagato. “Ma va non fare voli mentali”, risponde Andrea. Che nel suo cellulare ha salvato una “massima”: “Ama il tuo avvocato! Lui, dopo tua madre, è l’unico capace di difenderti senza crederti”.

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