La chiusura delle indagini da parte della procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi non ha riservato grandi sorprese per quel che riguarda la posizione di Andrea Sempio. Fabio Napoleone e i suoi uomini hanno confermato le accuse nei confronti del migliore amico (ai tempi) di Marco Poggi. Ma ci sono altri elementi importanti nel comunicato stampa diffuso dalla Procura e riguardano le analisi condotte nel 2007 dai Ris, che secondo Napoleone presentano delle incongruenze. Nello specifico, infatti, gli investigatori di Pavia sostengono che la squadra scientifica dell’Arma dei Carabinieri avesse trovato elementi validi a scagionare Alberto Stasi, poi condannato in via definitiva, ma non li abbia fatti presenti alla procura di Vigevano, che si occupava dell’indagine. In particolare le analisi negative sul Dna effettuate sugli ormai famosi pedali della bicicletta Umberto Dei in uso a Stasi.
Anche per questo motivo sono stati ascoltati i militari che nel 2007 componevano la squadra dei Ris di Parma, a partire da Luciano Garofano, che ne era il comandante. Il generale, da tempo in congedo, ha messo a verbale, sentito come teste dai pm di Pavia il 25 settembre, di non ricordare di aver mai visto esiti di analisi sul Dna sui pedali successive a quelle del 19 settembre 2007, che diedero il match con il profilo di Chiara Poggi. Quindi non ha memoria delle controanalisi negative anche se, ha detto ai pm che lo hanno interrogato, “il capitano Marino mi ha sicuramente informato”. Tuttavia, ha precisato, “non ho alcun specifico ricordo (...) potrei solo riferire che da comandante trasmettevo gli atti”. E ai pm che gli hanno chiesto chi avesse avvertito la pm dell’epoca Muscio degli esiti, Garofano ha detto: “Verosimilmente io, non ricordo quando”.
Il tenente colonnello del Ris Alberto Marino, sentito come testimone il 10 settembre scorso in caserma a Pavia, alla domanda “Ne ha parlato con il colonnello Garofano delle due corse negative?” ha risposto: “Presumo di sì”. Al pm che gli fa notare che il 20 settembre 2007 risultano due corse elettroforetiche totalmente negative caricate al sequenziatore da “Marino” alle ore 17.33, il testimone risponde così: “Non ho memoria del fatto, ma potrebbe essere sbagliata la data. Ricordo che c’erano due sequenziatori e uno aveva un bug e non indicava correttamente la data”. Ma Il pm, si legge nel verbale, mostra le corse elettroforetiche del 19.9.2007 e del 20.9.2007 e a quel punto Marino sostiene che “si tratta della stessa macchina, quindi, non è possibile la spiegazione che ho dato”.
I pm di Pavia hanno sentito anche Giorgio Portera, ex Ris di Parma convocato lo scorso 11 settembre sullo stesso tema. “È probabile che io stessi analizzando delle tracce relative a miei procedimenti e che, avendo dello spazio disponibile nella macchina, avessi caricato anche questi campioni relativi all’omicidio di Chiara Poggi”, ha spiegato per giustificare il suo log sui dati oggetto di verifica. Ma mette a verbale di non aver guardato i risultati. “In merito al Dna sui pedali ricordo che Marino mi aveva detto di aver trovato il Dna della Poggi, che il quantitativo era consistente e che aveva dato esito negativo ai test specifici relativi alla presenza di sangue. Non ho memoria del fatto se il risultato sia stato messo in dubbio oppure no, ma credo di no, altrimenti se ne sarebbe parlato di più”, ha spiegato ancora ai pm. Ha poi spiegato di essere “l’ultimo arrivato” ai Ris ai tempi e precisato di non sapere se fossero state effettuate delle contro-analisi successive sullo stesso campione che aveva dato esito positivo in relazione al profilo genetico della vittima.
