È ancora scontro sul caso Report e sulla presunta pressione politica nei confronti della trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci. Gli eurodeputati di Fratelli d’Italia-Ecr hanno scritto al vicepresidente esecutivo della Commissione europea Henna Virkkunen per contestare la narrazione della sinistra secondo cui sarebbe in corso un “attacco politico” al programma Rai, tale da mettere a rischio le norme dello European Media Freedom Act.
Nella lettera, firmata per primo dall’eurodeputato Stefano Cavedagna, già relatore sull’Emfa, e sottoscritta dall’intera delegazione di Fratelli d’Italia, compresi il capodelegazione Carlo Fidanza e il co-presidente Ecr Nicola Procaccini, viene invece posto l’accento sul presunto “sbilanciamento” e sulla “faziosità” di Report.
Il gioco dell'oca di Ranucci-LavitolaFdI: “Inchieste contro il partito costruite per gettare discredito”
Il documento punta il dito in particolare contro quelle che vengono definite le “cosiddette inchieste” realizzate dalla trasmissione nei confronti di Fratelli d’Italia. Secondo gli eurodeputati, più che vere inchieste giornalistiche si tratterebbe di “teoremi che non hanno mai dimostrato nulla”, caratterizzati da “allusioni o supposizioni” e dal frequente ricorso al condizionale.
L’accusa è che questi servizi siano stati “confezionati ad hoc per gettare ombre e discredito più che fare inchiesta giornalistica”.
A sostegno della propria posizione, gli eurodeputati citano un’analisi secondo cui, ‘’su 404 inchieste esaminate dall’insediamento del governo Meloni, il 43,5% dell’intera produzione giornalistica della trasmissione concentrata, in forme diverse, su FdI e sulla sua leader’’.
“Davanti alla villa trovi due auto”. Ora FdI chiede chiarimentiCavedagna: “La libertà di informazione è sacrosanta”
Il punto, precisa Cavedagna, non sarebbe mettere in discussione il diritto della trasmissione Rai di realizzare inchieste e ribadisce che “la libertà di informazione è sacrosanta”.
La critica riguarda invece quello che viene definito un “utilizzo sistematico a senso unico” da parte di un programma del servizio pubblico. Secondo Cavedagna, proprio questo comportamento finirebbe per entrare in contrasto con i principi europei di imparzialità ed equilibrio richiamati in diversi articoli dell’European Media Freedom Act.
