Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 11:12
In evidenzaAggiornato alle ore 11:12
Interni

La scure del comitato etico in Rai. Mr Report ormai ha le ore contate

La decisione dopo che l’ad Rossi ha visionato la dura relazione: gravi le possibili intromissioni di Lavitola nella gestione delle inchieste. Si cerca un sostituto a cui affidare la guida del programma

Ranucci

È finita l’era Ranucci al timone di Report e a breve (c’è chi parla già di martedì, chi pensa che, invece, servano alcuni giorni in più) arriverà la comunicazione ufficiale. Ma non si tratterà dell’unico elemento di novità: oltre al suo addio come volto di Report, l’azienda vorrebbe comunicare al contempo anche il nome del sostituto di Sigfrido Ranucci nonché il ricollocamento di quest’ultimo all’interno della Rai, tenendo ben presente che lui ricopre anche il ruolo di vicedirettore ad personam.

Se da parte di Sigfrido, quindi, non c’è stato alcun passo indietro (anzi, ha fatto trapelare di essere già al lavoro per le puntate della stagione entrante), in Viale Mazzini la decisione sarebbe maturata dopo che l’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha preso visione della durissima relazione del comitato etico, giunta dopo un’audizione fiume di Ranucci. Cinque ore in cui Mr Report ha dovuto rispondere della vicinanza con Valter Lavitola (entrato due volte in Via Teulada, così come Maria Rosaria Boccia, incappando Ranucci in una violazione del codice etico), da cui non ha preso le distanze.

Ma ciò che pesa, e che ha portato ad accelerare la decisione, sono soprattutto le possibili intromissioni del faccendiere all’interno del programma. Un elemento divenuto ancora più decisivo dopo che Lavitola ha confessato di essere il mandante dell’attentato contro l’amico Ranucci. Non è tollerabile, per la tv di Stato che ci possa essere stata la sua influenza nella gestione delle inchieste e del programma. Per questo, infatti, gli approfondimenti aziendali non sono ritenuti affatto conclusi: si vuole andare a fondo sul «sistema Report» che sembra andare ben oltre la figura di Ranucci. Ciò che in azienda si teme è che oramai Sigfrido avesse indirizzato dei suoi fedelissimi nel lungo corso che lo ha visto alla guida di Report. Motivo per cui gli accertamenti sono in corso e in Viale Mazzini vogliono sondare tutte le dinamiche considerate malsane o contagiate da possibili conflitti di interessi. Ci sono inchieste di Ranucci, in accordo con colleghi il cui ruolo non è ancora emerso e non è stato chiarito, che hanno acceso un campanello d’allarme. Puntate che potrebbero essere state «inquinate» dal rapporto con Lavitola, che avrebbe dato suggerimenti, tentando di indirizzare il lavoro di alcuni componenti della redazione. Fino a che punto? Quanto sono stati permeabili? I dubbi sono diversi. È questo il nodo che ora scioglieranno in Rai: fonti, consulenti e ispiratori definiti discutibili devono uscire allo scoperto.

E qui arriva l’altra sorpresa: gli ulteriori approfondimenti potrebbero essere affidati a un audit (la funzione di controllo interno della Rai), necessario per dirimere tutti questi dubbi. Un audit che potrebbe essere chiesto anche già dalla prossima settimana, insieme alla comunicazione sull’addio di Ranucci a Report. La Rai tenta quindi un «all in», cercando di riposizionare tutti i tasselli in un’unica comunicazione ufficiale. Il tutto avendo ben presente che la tutela della propria immagine, già fortemente danneggiata dal caso Ranucci-Lavitola, oggi resta una priorità. E il conduttore sembra essere travolto da ulteriori rumors. L’ulrima insinuazione è del Giornale d’Italia secondo cui Ranucci e Lavitola avrebbero una relazione omosessuale. Commento di Sigfrido: «La mattina omofobo predatore, il pomeriggio gay...».

PaNa

GiuSor

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.