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Inchiesta fondi Hamas e Hannoun, scontro tra toghe sui documenti forniti da Israele

Per il pg di Cassazione sono "inutilizzabili", per i pm genovesi invece sono utilizzabili. Mercoledì udienza davanti a Ermellini

Inchiesta fondi Hamas e Hannoun, scontro tra toghe sui documenti forniti da Israele
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I sostituti procuratori generali di Cassazione Lucia Odello e Paolo Sansonetti condividono l'impostazione del tribunale del Riesame di Genova che ha dichiarato inutilizzabili i documenti trasmessi dallo Stato di Israele nell'ambito dell'inchiesta sui presunti finanziamenti ad Hamas fatti arrivare attraverso l'associazione di beneficienza fondata dall'architetto palestinese Mohammad Hannoun, arrestato a fine dicembre insieme ad altre sei persone.

La procura generale si è espressa sull'utilizzabilità delle cosiddette "battlefield evidence" in una memoria depositata in vista dell'udienza davanti alla Suprema Corte dopo il ricorso dei pm genovesi contro la scarcerazione disposta dal riesame del 48enne palestinese Raed el Salahat, difeso dagli avvocati Samuele Zucchini ed Emanuele Tambuscio. I pg ritengono che su el Salahat ci siano comunque solidi indizi e chiedono l'annullamento con rinvio del provvedimento che lo ha scarcerato.

Ma dicono anche che tutti gli atti trasmessi da Israele tramite fonte anonima (un funzionario dello Shin Bet israeliano identificato solo con la sigla Avi) non possano essere usati come indizi. Un giudizio che contrasta con quello dei colleghi genovesi, i pm Marco Zocco e Luca Monteverde che nel ricorso avevano sottolineato l'utilizzabilità dei documenti trasmessi dai servizi segreti israeliani.

Il Riesame, con cui concordano i pg della Cassazione, aveva escluso la documentazione arrivata dallo Stato di Israele non solo perché arrivati da fonte anonima ma anche perché l'Idf li aveva presi sul campo di battaglia senza verbali di sequestro e quindi, senza garanzie, sulle modalità e le circostanze di acquisizione. Mercoledì 8 aprile si terrà l'udienza in Cassazione a cui hanno fatto ricorso anche gli avvocati di Hannoun e degli altri indagati ancora in carcere.

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