La prima sentenza sull’urbanistica segna un prima e un dopo. L’effetto domino sulle altre inchieste, praticamente fotocopia, sarà pressoché inevitabile. Il “Sistema Milano” non c’è.
Sono stati tutti assolti gli imputati di Torre Milano, l’edificio di via Stresa, 24 piani per ottanta metri di altezza, che ha dato inizio a una serie di indagini e portato il caos in città, con arresti, uffici comunali finiti in paralisi, famiglie infuriate. Per la giudice Paola Braggion, il fatto non costituisce reato. L’impianto della procura, non regge alla prova del tribunale. Bocciata in toto quindi la ricostruzione accusatoria, in cui il volto simbolo era rappresentato dalla pm Marina Petruzzella, con l’ex aggiunta ora in pensione (e futura candidata alle comunali) Tiziana Siciliano.
Le pm sono le stesse che la scorsa estate avevano terremotato Palazzo Marino, con gli arresti dell'ormai ex assessore Giancarlo Tancredi e del numero uno del mattone Manfredi Catella. E che hanno sempre usato parole impegnative sia negli atti di indagine che anche in udienza. Lo scorso aprile Petruzzella che ha parlato di "enorme abuso edilizio" realizzato nella "strafottenza" degli imputati, e nella "assoluta assenza di trasparenza e noncuranza dell'interesse pubblico".
Un applauso si è levato in udienza quando è stato pronunciato il verdetto. Erano otto gli imputati per abuso edilizio e lottizzazione abusiva. La giudice della settima penale ha bocciato in toto l’impianto messo in piedi dalla pm Marina Petruzzella, che ha coordinato l’indagine con l’ex aggiunta (oggi in pensione) Tiziana Siciliano. La procura aveva chiesto 8 condanne e anche la confisca della Torre.
In questa inchiesta erano imputati i costruttori, Carlo e Stefano Rusconi, l'architetto Giovanni Maria Beretta, gli ex dirigenti del Comune di Milano, Franco Zinna e Giovanni Oggioni, e 3 funzionari dello Sportello unico edilizia che hanno seguito l'iter del grattacielo di via Stresa alto 82,25 metri per 24 piani affacciato su piazza Carbonari.