Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 11:01
In evidenzaAggiornato alle ore 11:01
Cronaca giudiziaria

Ricina, esperti tedeschi per la verità sul killer

Avvelenate con la ricina, l'autopsia non risolve il mistero: "Impossibile stabilire come sia stato somministrato il veleno"

L’appuntamento è per questa mattina. Gli esperti della polizia tedesca e del Robert Koch Institute di Berlino, arrivati in Molise dalla Germania, si ritroveranno, insieme agli uomini della Squadra Mobile di Campobasso e della Polizia Scientifica di Roma, davanti alla palazzina celeste di via Risorgimento a Pietracatella dove, fino al dicembre scorso, vivevano Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Ielsi, avvelenate con la ricina. Il pool di esperti italiani e stranieri entrerà nella casa per cercare tracce del potente veleno che ha ucciso Antonella, 50 anni, e la figlia quindicenne, con un’operazione che in Italia non ha precedenti.

La procura di Larino, dopo aver coinvolto Carlo Locatelli del Centro antiveleni di Pavia, la struttura che ha scoperto la ricina nel sangue delle vittime, ha chiamato a collaborare i tedeschi che, nel campo della ricerca di questo veleno, sono considerati all’avanguardia e sono in grado di scovare tracce

anche dopo molti mesi dai fatti.

I sopralluoghi si annunciano molto complessi e potrebbero durare più giorni. Le ricerche con sofisticate apparecchiature, riguarderanno arredamenti, abiti e molti altri oggetti che si trovano nella casa. Tutte le operazioni saranno filmate e ritrasmesse in modo tale da poter essere seguite a distanza dalle parti (indagati, avvocati, consulenti e parti offese). Gli esperti tedeschi nelle ultime settimane hanno già lavorato al caso molisano analizzando a Berlino i campioni biologici delle vittime prelevati durante le autopsie e il sangue dei loro familiari, Alice Di Vita, la sorella di Sara, e Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre delle ragazze, prelevato all’inizio di luglio a Campobasso.

Gli stessi esperti cercano tracce della ricina negli alimenti sequestrati a casa dei Di Vita a Pietracatella negli ultimi giorni di dicembre e nei primi giorni di gennaio. Alimenti che, sempre a inizio luglio, sono stati trasportati

dal Molise alla Germania. Intanto, negli ultimi giorni in Questura a Campobasso ci sono stati nuovi interrogatori condotti personalmente dalla procuratrice di Larino, Elvira Antonelli. Sono stati sentiti una professoressa, conoscente della famiglia Di Vita, e suo marito. La coppia era già stata convocata nelle settimane passate.

Sempre in questura, nel capoluogo, ieri la procuratrice ha sentito anche la donna di Pietracatella che qualche settimana fa era stata denunciata per favoreggiamento. Le veniva contestato dalla polizia di aver ostacolato le indagini, negando tensioni tra Gianni Di Vita e la moglie Antonella, tensioni delle quali c’era invece traccia nelle conversazioni via Whatsapp fra i coniugi.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.